(8 apr) “La luna è l’unico astro che nasce dietro le montagne e tramonta dentro di noi”: parola di Tonino Guerra, sceneggiatore di alcuni tra i più grandi capolavori della settima arte italiana (da “Amarcord” di Federico Fellini a “L’avventura” di Michelangelo Antonioni) ma più essenzialmente poeta. “Un viaggio incantato nel mondo di Tonino Guerra” è quello che propone l’Istituto italiano di cultura di Berlino, giovedì 16 aprile (ore 19), presso la propria sede, al numero 2 della Hildebrandstrasse. L’iniziativa – che l’Iic organizza in collaborazione con Incentive-Agentur Kunst & Reisen Fortak e con il patrocinio della Regione Emilia Romagna – prevede l’intervento della moglie Lora Guerra e la presentazione di cortometraggi sul poeta (la conferenza si svolgerà in lingua tedesca e italiana). Nato a Santarcangelo di Romagna il 16 marzo del 1920, Guerra viene deportato nel lager di Troisdorf, dove inizia a comporre i primi versi in dialetto. Tornato a casa, insegna in una scuola elementare prima di partire per Roma, dove frequenta il pittore Lorenzo Vespignani e viene a contatto con i registi Elio Petri e Giuseppe De Santis. Alla fine degli anni ‘50 l’incontro decisivo con Antonioni, con il quale inizia un lungo sodalizio artistico. Risale invece agli anni ‘70 l’incontro con Fellini: oltre ad “Amarcord” scrive insieme al regista riminese “Ginger e Fred” e “E la nave va”. Vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, tra le sue prestigiose collaborazioni figurano anche quelle con Francesco Rosi e i fratelli Taviani. Si spegne nel 2012, lasciando in eredità un patrimonio culturale inestimabile. (Red)