Roma, 15 apr – “Stiamo lavorando per cercare di costruire quel quadro di legalità internazionale con l’Onu che consenta di intervenire”. Lo afferma ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in una intervista al Sole 24Ore nella quale non esclude una “presenza militare” in Libia. E sull’emergenza sbarchi precisa: “Noi ne abbiamo avuti 170mila l’anno scorso; l’aumento sarebbe assolutamente ancora più difficile da gestire. Non dobbiamo però seminare il panico abbiamo gestito la situazione l’anno scorso, però dobbiamo risolvere il problema alla radice, la stabilizzazione della Libia, questi che vengono in Italia non sono libici, quasi nessuno, la Libia è una porta aperta”, “noi dobbiamo stabilizzare la Libia e a livello internazionale colpire le organizzazioni che organizzano questo traffico. Ripeto non è una fuga di libici , vengono dal corno d’Africa, dalla Siria, dal centrafricana, usano una porta verso l’Europa”. Secondo Gentiloni Triton “non è la soluzione adeguata e francamente che una superpotenza economica come l’Europa spende 3 milioni al mese su questa emergenza è un po’ poco”.
(red)