I partigiani in aula, a intonare “Bella Ciao” come ai vecchi tempi; le tre più alte cariche dello Stato Sergio Mattarella, Pietro Grasso e Laura Boldrini a fare gli onori di casa. Anche se è proprio la presidente della Camera a dire agli ex partigiani che “siete voi i padroni di casa qui”. Il Parlamento anticipa il 25 aprile e festeggia, oggi, il settantesimo anniversario della Liberazione con una cerimonia toccante, con ospiti i superstiti che da Nord a Sud combatterono sui monti, nelle campagne e nelle città per liberare l’Italia dall’occupazione nazifascisti. Lasciando un insegnamento che per molti versi resta valido anche al giorno d’oggi. “La democrazia non è un regalo che si ottiene una volta per tutte – ammonisce infatti la Boldrini – Sappiamo, e ce lo dice l’esperienza di questi settant’anni, che viene continuamente minacciata e messa in discussione. Oggi sono ad esempio anche le conseguenze sociali della crisi economica a rappresentare una minaccia per la tenuta dei valori e dei diritti che i Padri costituenti hanno posto a fondamento della nostra Costituzione”. Per la presidente della Camera per essere solido un sistema democratico deve saper dare risposte alle sofferenze della popolazione il che significa, nell’Italia di oggi, dare lavoro ai giovani, aiutare i pensionati, sostenere gli artigiani e i piccoli imprenditori piegati dalla crisi. Significa, in poche parole, come ci invita a fare l’articolo 3 della Costituzione, ridurre le disuguaglianze e rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena realizzazione della persona”. Presente a un altro convegno sul tema organizzato dal Senato, Grasso ha invece rimarcato come “la lotta contro le sopraffazioni in senso lato che affannano il nostro quotidiano – penso alla criminalità organizzata, all’illegalità diffusa – possono essere combattute solo con un movimento di popolo che nasca dalle coscienze e dalle scelte di ognuno di noi. Quei valori che inspirarono e animarono coloro che scelsero di rischiare la propria vita per combattere per la libertà costituiscono i principi fondanti della nostra Carta costituzionale e sono alla base delle nostra convivenza democratica. Non smettiamo mai, lo dico soprattutto ai più giovani, di tenere di vista la libertà”. E il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al mensile Micromega per il numero speciale “Ora e sempre resistenza”, spiega che”la Resistenza, prima che fatto politico, fu soprattutto rivolta morale. Questo sentimento,tramandato da padre in figlio, costituisce un patrimonio che deve permanere nella memoria collettiva del Paese”. (Sis – 16 apr)