San Francisco, 16 apr – Si inaugura il 21 aprile all’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco, la mostra fotografica di Emanuele Piccardo, 43enne architetto, fotografo, filmaker genovese, dal titolo “American Frontier”, un viaggio di attraversamento della frontiera dalla Spiral Jetty, opera di Robert Smithson, fino a Yellowstone. Piccardo affronta il tema della frontiera stabilendo, con la sua camera Hasselblad, una relazione con i fotografi pionieri, restituendo una nuova iconografia del paesaggio, enfatizzando come la frontiera si sia antropizzata e, in altri casi, sia rimasta quello spazio vuoto disabitato. . “American Frontier” si inserisce in una più ampia ricerca insieme allo storico dell’architettura Luca Guido, “Living the frontier”, che esplora il vuoto della frontiera come spazio di sperimentazione artistica e architettonica da Frank Lloyd Wright a Michael Heizer, dalla Drop City al Roden Crater di James Turrell. Oggi la frontiera non esiste più o meglio esistono pezzi di frontiera dove si può ancora rintracciare la sua vicinanza alla “wilderness”: a Yellowstone o lungo la strada sterrata che porta a Spiral Jetty. Ma la frontiera è anche l’oggetto della sua museificazione. A Cody in Wyoming, l’Old Trail Village, in parte ricostruito, azzera la contemporaneità per catapultare all’epoca del leggendario William Cody (Buffalo Bill). Mentre in altri luoghi simbolo, come le Shoshone Falls in Idaho, la costruzione delle case di vacanza, insieme alla scarsità di acqua, ha determinato un cambiamento iconografico del paesaggio fotografato da Timothy O’ Sullivan nel 1874. (Gnk)