(16 apr) Per la prima volta un rappresentante di così alto grado del governo del Somaliland, che si è autoproclamato stato indipendente, visita l’Italia: per questo “debutto”, il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale del Somaliland, Mohamed B. Yonis, ha scelto la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa dove lunedì 20 aprile terrà una conferenza, con inizio alle 15 in sede centrale, su iniziativa di Andrea de Guttry, ordinario di diritto internazionale e direttore dell’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo) della Scuola Superiore Sant’Anna. L’intervento del ministro sarà dedicato a una presentazione critica della missione di peacekeeping nel Darfur, gestita in maniera congiunta dalle Nazioni Unite e dall’Unione Africana (caso unico al mondo). Il ministro Yonis è una delle personalità che più hanno contributo alla formazione di questa missione dal carattere innovativo. L’arrivo in Italia e l’incontro alla Scuola Superiore Sant’Anna avvengono in un momento critico per il territorio somalo, dilaniato da oltre 20 anni di guerra civile, ma con molte presenza straniere sul territorio. L’esperimento del Somaliland, già protettorato inglese e che si è autoproclamato Stato indipendente, pur non essendo stato riconosciuto da altri Stati, rappresenta un tentativo per arrivare alla soluzione di un conflitto che ha causato sofferenza e distruzioni pressoché in tutta la Somalia. “Si tratta – spiega de Guttry – di un riconoscimento importantissimo e molto apprezzato per il ruolo svolto dalla Scuola Superiore Sant’Anna in questi anni di conflitto interno alla Somalia, anche mediante le attività di ricerca e di alta formazione condotte in Somaliland e negli Stati limitrofi. Questa conferenza – sottolinea – giunge all’apice di una serie di attività svolte dalla Scuola Superiore Sant’Anna nella difficile area del ‘Corno d’Africa’. Oltre alle molteplici iniziative di formazione del personale civile che partecipa alle missioni umanitarie nell’area, il Sant’Anna ha accolto studenti somali e del Somaliland, per consentire loro di seguire dei corsi di dottorato o di alta formazione a Pisa”. (Red)