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NON ROTTAMIAMO
LE BUONE AUTONOMIE

it@withub.it by it@withub.it
20 Aprile 2015
in Archivio Il Punto, Il punto HP
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Non tutte le Regioni a Statuto speciale – di cui molti chiedono l’abolizione – sono uguali. Non lo sono innanzitutto per la loro origine. Nel caso del Trentino e dell’Alto Adige, lo status speciale è fondato su ragioni di natura etnica, e su una lunga tradizione di autogoverno amministrativo. Nel caso della Sicilia l’autonomia nasce invece dal danno che l’economia dell’isola avrebbe ricevuto dall’unificazione nazionale.
Sono diverse anche le competenze. La Provincia di Trento ha nel suo bilancio la protezione civile, l’Università, la finanza locale, gli stipendi di maestri e professori, la viabilità Anas, la costruzione delle carceri e persino le pensioni di invalidità. Restano fuori solo difesa, ordine pubblico, moneta, giustizia, previdenza e politica estera. Il Friuli Venezia Giulia si fa carico del finanziamento degli enti locali, che altrove ricevono invece le loro risorse dal centro. La Sicilia, con un ordinamento che ne fa quasi uno Stato nello Stato, ha concretamente poteri non molto dissimili da quelli che si ritrovano in una normale Regione a Statuto ordinario. Una parte molto consistente di competenze è rimasta al governo nazionale, che perciò ne sopporta ancora i costi.
Molto diverse sono anche le performance economiche. Con l’autonomia, il Trentino Alto Adige ha avuto un sviluppo economico superiore del 30% alla media nazionale, la Sicilia ha avuto una crescita dell’11% inferiore.
La fedeltà fiscale è naturalmente molto importante  per chi vive di percentuali sul gettito tributario. E dunque occorre anche dire che secondo i dati dell’amministrazione finanziaria non emette gli scontrini il 18% dei commercianti in provincia di Trento, il 45% in provincia di Vicenza e l’82% a Palermo.
Un valore che viene apprezzato anche dagli economisti oltre che dai cittadini, è infine quello che riguarda la qualità del governo.  Nell’indice di competitività regionale dell’Unione Europea,  le province di Trento e Bolzano sono ai primi posti nell’ambito della salute, dell’ efficienza del mercato del lavoro, della diffusione delle tecnologie.  Non sarebbe intelligente rottamarle.

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