L’anno scorso 626 mila persone hanno chiesto asilo in Europa. 203 mila hanno bussato alle porte della Germania, 81 mila hanno chiesto asilo in Svezia, 64 mila in Italia, 63 mila in Francia, 42 mila in Ungheria. Due mesi fa gli immigrati ospitati nelle strutture temporanee di accoglienza italiane erano 67 mila. La Regione che ne ospita di più è la Sicilia, che da sola accoglie il 21% dei profughi. Al secondo posto c’è il Lazio, col 13%, seguito da Puglia e Lombardia, Calabria e Campania. E’ una distribuzione fortemente diseguale. Sicilia e Veneto, ad esempio, hanno lo stesso numero di abitanti, ma il numero dei migranti presenti nell’isola è di quasi cinque volte superiore. Tra le regioni più solidali c’è, come detto, la Campania, cosa che ieri non ha impedito al sindaco di Napoli Luigi De Magistris di dichiararsi disponibile, se necessario, ad accogliere nuovi profughi.
Non è l’unica voce fuori dal coro delle lamentazioni. Di rilievo è anche la proposta della comunità di Sant’Egidio e della Federazione delle Chiese evangeliche, che si dicono pronte a finanziare – anche con i proventi dell’8 per mille – l’apertura di desk umanitari in paesi vicini alla Libia, come il Marocco e il Libano.
I desk funzionerebbero come punti di accoglienza dei migranti. In collegamento con i consolati e le ambasciate europee, consentirebbero a chi chiede asilo di ottenere un visto per l’Europa e di raggiungere il continente attraverso “canali umanitari” da aprire nello stesso Marocco, in Libano, e in altri Paesi.
Gli uffici potrebbero essere aperti in via sperimentale e in deroga all’Accordo di Schengen, come previsto dall’art. 78 del Trattato di Lisbona. Una misura in grado di fornire una via di transito sicura e protetta ai profughi verso l’Europa evitando di alimentare il traffico gestito dagli scafisti in Libia. (21 apr)