“Le disuguaglianze dinamiche sono importanti al pari di quelle statiche. Conta non solo la distanza fra chi ha redditi più alti e chi li ha più bassi, ma anche la probabilità di colmare il divario nel corso della propria vita”. Nel 2015, il festival dell’ Economia di Trento, alla sua decima edizione, partirà da questa considerazione del direttore scientifico Tito Boeri, per analizzare e approfondire il tema della mobilità sociale. Come sempre, premi Nobel e studiosi di fama internazionale, insieme a esponenti politici di primo piano, come il premier Matteo Renzi e il ministro dell’ Economia, Pier Carlo Padoan, si confronteranno con il pubblico su questioni di attualità, per capire come sia possibile, per chi si trova nella parte più bassa della distribuzione, guadagnare posizioni nella scala dei redditi. Come da tradizione, il festival si aprirà e si chiuderà con le conferenze di due premi Nobel per l’ economia: il 29 maggio interverrà il professor Joseph E. Stiglitz e il 2 giugno sarà la volta di Paul R. Krugman.
GLI APPUNTAMENTI Padoan arriverà il primo giugno per un confronto aperto sui vincoli e le opportunità della fase che attraversiamo, mentre il ministro dei Beni e delle attività culturali, Dario Franceschini, interverrà al museo di Scienze di Trento per parlare del rapporto fra sapere e benessere economico. La crisi economica come occasione per tornare a riflettere sulle lacune e gli errori commessi negli ultimi decenni: su questo verterà lo speech, il 2 giugno, del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. La data e l’ora dell’incontro con Renzi, invece, sono ancora in via di definizione. L’assenza di diritti politici e sociali per la maggioranza povera del pianeta, uno dei maggiori ostacoli alla mobilità sociale, è il tema al centro della relazione dell’economista americano William Easterly, in programma il primo giugno. Lo stesso giorno il professor Stephen P. Jenkins, della London School of Economics, parlerà dell’evoluzione della mobilità sociale e delle recenti tendenze e differenze tra nazioni.
CINECONOMIA Torna, inoltre, l’appuntamento con Cineconomia, ideato e condotto da Marco Onado, che presenterà quattro proposte cinematografiche legate al tema del festival, a cominciare da “Una donna in carriera” di Mike Nichols, per proseguire con “La parte degli angeli” di Ken Loach e “Romanzo popolare” di Mario Monicelli e concludere con “Due giorni e una notte” di Jean Pierre e Luc Dardenne. Parole chiave di questa edizione saranno merito, opportunità, eredità e potere. Tra gli interventi anche quello dell’ex commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica e attuale direttore esecutivo del Fondo monetario internazionale, Carlo Cottarelli. Torna anche Federico Rampini, editorialista e corrispondente dagli Stati Uniti di Repubblica che ripercorrerà i dieci anni che hanno stravolto l’economia mondiale. Per il format “Nella storia”, novità che nella scorsa edizione ha registrato un grande successo di pubblico, quattro storici italiani, Alessandro Portelli, Amedeo Feniello, Vittorio Vidotto e Andrea Giardina, declineranno il tema della mobilità sociale in diverse epoche storiche. (23 apr )