Roma, 23 apr – “Di fronte alla sconvolgente notizia della morte di Giovanni Lo Porto sono innanzitutto vicino al dolore di sua madre e di tutti i suoi familiari”: lo dichiara in una nota il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. “Le tragiche circostanze che hanno portato alla sua uccisione in un’area del Punjab al confine tra Afghanistan e Pakistan rendono ancora più drammatica la sua morte – continua il responsabile della Farnesina -. Giovanni Lo Porto era un volontario generoso ed esperto, attivo da anni nell’ organizzazione basata in Germania Welthungerhilfe, aveva lavorato per i più deboli in diversi paesi e da ultimo in Pakistan, dove era stato sequestrato da un gruppo terrorista nel gennaio 2012. In questi tre anni il ministero degli Esteri e le diverse articolazioni dello Stato hanno fatto ogni sforzo per rintracciare e cercare di restituire ai suoi cari Giovanni Lo Porto”. “Ringrazio in particolare – conclude il ministro – l’Unità di Crisi della Farnesina per l’impegno di questi tre anni e per il lavoro che in queste ore sta svolgendo a Palermo a fianco dei familiari di Giovanni Lo Porto”. (Red)