Roma, 23 apr – “E’ vero che i bombardamenti continuano nello Yemen ma la conclusione della prima fase della campagna militare saudita rappresenta una importante svolta politica, che può accendere qualche speranza”. Lo ha detto il coordinatore Onu per lo Yemen, Paolo Lembo, intervenendo a Voci del Mattino, Radio1 Rai. Terminati gli attacchi alle postazioni e alle infrastrutture delle forze sciite e a quelle dell’ex presidente Saleh, i sauditi adesso sono impegnati a contenere l’espansione degli Houthi e impedire la penetrazione delle loro truppe di terra. “Per noi dell’Onu – ha spiegato Lembo – la fase più importante sarà ovviamente la terza, quella politica, nella quale indire finalmente una Conferenza di Pace alla quale partecipino tutte le forze interessate, compresi Iran e Arabia Saudita. La mia impressione è che questa prospettiva non sia immediata. Ma allo stesso tempo credo che esista una sorta di “negoziato invisibile” nel quale Stati imparziali, che non fanno parte della coalizione militare dei Paesi del Golfo, stanno già lavorando dietro le quinte per cercare di riavvicinare le posizioni di Iran e Arabia Saudita. Quello della conferenza di pace è un approdo inevitabile, che magari si materializzerà prima di quanto noi pensiamo. Certo – ha continuato l’esponente delle Nazioni Unite – sarà molto difficile tornare alla situazione preesistente, quella in cui governava il presidente Hadi. E se questo accadrà, sarà solo una fase di transizione verso una maggioranza più ampia, un governo che includa molteplici posizioni e che possa finalmente rispondere alle aspettative fin qui frustrate della popolazione. La guerra in fondo è iniziata così, con molti gruppi etnici che si sono sentiti marginalizzati rispetto al processo di pace. Quindi il nuovo governo dovrà essere composto da personalità di alto profilo morale, come il vice presidente da poco nominato Khaled Bahah, capaci di rispondere alle esigenze di giustizia della popolazione yemenita”.
(red)