Bruxelles, 5 mag – La battaglia contro l’approvazione della riforma della scuola trova terreno fertile nelle piazze, ma anche all’interno dei tribunali. Nel giorno dello sciopero generale confederale, il presidente dell’Anief Marcello Pacifico presenta a Bruxelles una nuova denuncia alla Commissione europea su diversi contenuti illegittimi del disegno di legge. Tra i punti contestati, da sottoporre al vaglio delle Commissione, “la mancata stabilizzazione dei precari, che dopo 36 mesi di servizio, anziché essere assunti, vengono ‘puniti’ dal Governo italiano negando loro ogni forma di supplenza – si legge in una nota del sindacato autonomo -; l’assunzione di un solo docente precario su tre, tra quelli inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, di merito e d’istituto; l’esclusione dalle immissioni in ruolo degli Ata, pur in presenza di almeno 10mila posti liberi. Tra le incongruenze della riforma spicca poi la disparità di trattamento, in termini di carriera e contrattuali, tra personale di ruolo e precario o neo immesso in ruolo. Inoltre, mancano all’appello 200mila assunzioni”. Secondo Pacifico “questa riforma va rigettata perché introduce troppe norme illegittime, come la chiamata diretta del personale e i super poteri ai presidi. Inoltre, elude la sentenza della Corte di Giustizia europea dello scorso 26 novembre, non risolve il problema del precariato e non risponde all’atto di messa in mora sulla stabilizzazione del personale. Siamo arrivati qui perché è necessario che subito si apra, a un anno di distanza dall’ultimatum di Bruxelles, il ricorso della commissione Ue contro lo Stato italiano”.
(red)