“Il Piano d’azione contro la violenza sulle donne affronta il fenomeno a 360 gradi, è stato un lavoro lungo, uno strumento atteso e il primo atto di programmazione pubblico che recepisce la convenzione di Istanbul”. Giovanna Martelli, consigliera del presidente del Consiglio in materia di Pari opportunità, presenta così il “Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere”, previsto dall’articolo 5 della legge contro il femminicidio. Il Piano, che ha avuto l’intesa da parte della conferenza unificata Stato-Regioni, è il primo strumento giuridicamente vincolante in materia, di respiro internazionale, proposto in ambito europeo, e ha l’obiettivo di disegnare un sistema di politiche pubbliche che integri dal punto di vista degli interventi le previsioni di carattere penale contenuti nella legge contro il femminicidio. La consigliera ci tiene a sottolineare che il Piano rappresenta un “punto di partenza” perché “una programmazione perfetta non esiste, ma il nostro impegno è iniziare un percorso partecipato nella logica che l’Italia ha già da tempo sul territorio realtà efficaci al contrasto del fenomeno”.
AL VIA DA LUNEDI’. Un percorso che inizierà lunedì quando si avvierà il “confronto con le associazioni femminili che – spiega Martelli – è volto a capire quali sistemi di governo territoriale dobbiamo attuare attraverso il Piano” e che ha l’obiettivo di “dare risposte precise a questo fenomeno strutturale”. Lo Stato si fa carico dell’intero processo, in una logica di politica pubblica, attraverso misure multi-livello e multi-agenzia, di emancipazione dalla violenza e di reinserimento sociale della donna in condizione di vulnerabilità “temporanea”. Il Piano, che entrerà in vigore mediante l’adozione di specifico decreto del presidente del Consiglio, ha una cabina di regia interistituzionale, presieduta dall’autorità politica di riferimento in materia di Pari opportunità e composta da rappresentanti delle amministrazioni statali delle Regioni e degli enti locali, designati in sede di conferenza Stato-Città.
UN OSSERVATORIO NAZIONALE. Prevista, inoltre, l’istituzione dell’Osservatorio nazionale sul fenomeno della violenza, definito da Martelli una “novità assoluta che dà valore alle politiche regionali”. L’Osservatorio, istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri, dovrà supportare la cabina di regia attraverso studi e ricerche, proposte di intervento, monitoraggio dell’attuazione del Piano e valutazione sull’impatto delle politiche in tema di contrasto alla violenza maschile sulle donne e protezione vittime. L’osservatorio agirà in raccordo con gli osservatori regionali e ne faranno parte, oltre ai soggetti istituzionali della cabina di regia, anche le associazioni impegnate sul tema della violenza sulle donne ed esperti designati dall’autorità politica delegata in materia di pari opportunità. Altro strumento innovativo, è la Banca dati, costituita presso il dipartimento Pari opportunità della presidenza del Consiglio dei ministri, allo scopo di superare la frammentarietà e la parzialità delle informazioni, creando un sistema di raccolta dati capace di organizzarsi in un sistema integrato di rilevazioni che porti allo sviluppo di indicatori per il monitoraggio del fenomeno. La Banca dati è la “vera innovazione del piano – commenta Martelli -, uno strumento di analisi del fenomeno che faremo in collaborazione con l’Istat”. Istituito, inoltre, un tavolo di coordinamento del sistema degli interventi, composto da prefettura, forze dell’ordine, procura della Repubblica, Comuni, associazioni e centri antiviolenza, asl, parti sociali e associazioni di categoria.
FONDI PER 30 MLN. Per quanto riguarda i finanziamenti, sono a disposizione 30 milioni di euro da suddividere nel triennio 2013-15 che, spiega la consigliera per le Pari opportunità, “saranno ripartiti tra le Regioni e i territori per sviluppare reti territoriali”. Le modalità di erogazione dei fondi saranno decise in parte “in accordo con le Regioni” e in parte saranno “oggetto del percorso partecipato che avvieremo con le organizzazioni femminili”. I finanziamenti sono volti alla valorizzazione dei progetti territoriali, alla formazione degli operatori che intervengono ai diversi livelli delle azioni previste nel Piano, ad azioni che permettano l’emancipazione dalla vulnerabilità acuta delle donne maltrattate tramite percorsi di inserimento lavorativo, in collaborazione con la rete delle aziende territoriali, nonché per l’autonomia abitativa, e, infine, al sostegno degli strumenti di prevenzione culturale del fenomeno della violenza con particolare riguardo al tema dell’educazione. I livelli d’intervento previsti dal Piano sono di tipo preventivo, protettivo e punitivo. La prevenzione prevede comunicazione, educazione e formazione, mentre la voce “protezione” poggia su valutazione del rischio, soccorso e reinserimento socio-lavorativo. “E’ un lungo lavoro di carattere anche culturale – chiosa Martelli – che ha l’obiettivo di rimuovere i caratteri discriminatori”. (PO / Sip – 8 MAG)