(11 mag) Il nome in codice è “Locked Shield 2015”. Si tratta di una delle più grandi simulazioni di cyber-guerra al mondo. Si è tenuta nei giorni scorsi presso il Cooperative Cyber Defence Centre of Excellence Nato di Tallin, in Estonia. L’imponente esercitazione ha visto la partecipazione di sedici nazioni e ha inscenato un violento attacco informatico contro l’immaginaria nazione di Berylia. Anche il nostro Paese ha preso parte a questa “avventura”. Per l’Italia, infatti, ha partecipato il Comando C4 dello Stato Maggiore della Difesa e fra i gruppi coinvolti anche uno di esperti del dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa. I partecipanti erano divisi in 16 squadre blu, una per nazione, ed in una rossa, con i migliori esperti Nato. Ogni squadra blu doveva difendere i computer e le reti informatiche di Berylia dall’attacco dei rossi mentre un gruppo di giudici aveva il compito di valutare cosa stava accadendo e di assegnare i punteggi. “Il nostro ruolo – ha spiegato Fabrizio Baiardi dell’ateneo di Pisa – è stato di applicare gli strumenti dell’ambiente Haruspex per analizzare la rete informatica che era il ‘campo di battaglia’ di Berylia e di fornire alla squadra blu italiana le modifiche da apportare alla rete per renderla il più resistente possibile agli attacchi degli hacker del dream team Nato”. “Dopo il 2014, è stata la nostra seconda partecipazione alle esercitazioni Locked Shield – ha concluso Fabrizio Baiardi – il che ci ha permesso di ottenere feed back estremamente utili per valutare e migliorare le capacità e l’efficacia degli strumenti che stiamo sviluppando nel campo della sicurezza informatica. Raramente le reti informatiche vengono attaccate da esperti di così alto livello come quelli del dream team della Nato”. Attualmente il gruppo di ricerca guidato dal professor Baiardi e dall’ingegner Montecucco è formato da sette persone tra ricercatori, borsisti, dottorandi e studenti che lavorano alla loro tesi magistrale.
(red)