(12 mag) I prodotti “belli e ben fatti” (Bbf) spopolano nei trenta principali nuovi mercati: le esportazioni raggiungeranno infatti i 16 miliardi nel 2020, dagli 11 del 2014, con un aumento del 45% in sei anni (+27% rispetto ai mercati maturi). La Russia rimarrà il principale mercato emergente per le imprese italiane Bbf (3,5 mld nel 2020), ma vedrà la sua crescita penalizzata dal difficile quadro macroeconomico e politico. Gli Emirati saranno il secondo mercato (3,3 mld nel 2020) e registreranno il più forte incremento dell’import (+1,3 mld). Al terzo posto la Cina (2,2 mld nel 2020), con un aumento molto consistente delle importazioni (+0,7 mld). Queste le stime della sesta edizione della ricerca “Esportare la dolce vita”, presentata a Expo dal Centro studi Confindustria e Prometeia – con il contributo di Anfao, Anica, Assocalzaturifici, Confindustria Alberghi, Federalimentare, FederlegnoArredo, Federorafi e Smi – sulle potenzialità dei prodotti “belli e ben fatti” nei mercati emergenti dal 2015 al 2020. I prodotti “belli e ben fatti” (Bbf) sono costituiti da beni di consumo di fascia medio-alta che si contraddistinguono per il design, la cura, la qualità dei materiali e delle lavorazioni. In particolare, “Esportare la dolce vita” si concentra sui Bbf dei settori alimentare, arredamento, abbigliamento e tessile casa, calzature, occhialeria e oreficeria-gioielleria. Le esportazioni italiane di prodotti Bbf stanno crescendo grazie all’ampliamento della classe benestante. Nel 2020, infatti, ci saranno 224 milioni di nuovi ricchi in più rispetto al 2014. La metà di essi risiederà nei principali centri urbani di Cina, India e Indonesia, ma cresceranno anche in paesi più vicini all’Italia, come la Turchia. In tali economie le produzioni italiane rappresentano per i consumatori uno status symbol, grazie alla forza delle grandi firme, ma anche al fascino esercitato in generale dall’Italia e dal made in Italy, che costituisce un brand. Grandi opportunità però non significano sempre facile accesso per le imprese italiane. Per valutare l’accessibilità a questi mercati è stato infatti costruito un apposito indice. Nel ranking dei trenta nuovi mercati gli Emirati sono in testa in tutti i settori, seguiti in molti casi dalla Malesia e dai mercati europei; Russia e Cina, fondamentali per l’export italiano di Bbf, non si collocano mai tra i primi dieci paesi. (Red)