“ASCESA E DECLINO”, STORIA DELL’ECONOMIA ITALIANA
“Se la storia dell’economia italiana può insegnarci qualcosa, la strada per evitare il declino non può che essere una: dotarsi degli stessi fondamentali su cui poggiano le economie forti del continente. È la strada più difficile da seguire per la classe dirigente − politica e imprenditoriale − e per questo è ancora più importante che l’opinione pubblica ne sia consapevole”: questa la tesi fondamentale di “Ascesa e declino. Storia economica d’Italia”, volume di Emanuele Felice pubblicato dal Mulino. Nel suo percorso millenario il nostro paese ha conosciuto fasi alterne di prosperità e di declino. Dopo i successi del Novecento, da anni sembra arenato nelle secche di una lunga stagnazione, che non trova paragoni nel resto dell’Occidente. Come è stato possibile passare da una realtà economica tra le più floride all’attuale declino? Alla luce delle più aggiornate ricerche sul reddito e sulla disuguaglianza, sul divario Nord-Sud e sulla performance delle imprese, il libro mostra come l’origine dei successi e dei fallimenti italiani sia da ricercarsi nell’assetto politico e istituzionale del paese, nelle sue classi dirigenti e nel modo in cui esse hanno inciso, nel bene o nel male, sulle condizioni profonde della crescita. L’autore insegna Storia economica nell’Università Autonoma di Barcellona. Con il Mulino ha pubblicato “Divari regionali e intervento pubblico. Per una rilettura dello sviluppo in Italia” (2007) e “Perché il Sud è rimasto indietro” (2014).
“NAPOLEONE IL COMUNICATORE” IN INGLESE E FRANCESE
Quest’anno (il 18 giugno) si celebra il bicentenario della battaglia di Waterloo e in tutta Europa si stanno pianificando decine di iniziative per tutto l’anno. Per l’occasione, dopo uno straordinario successo di diffusione e di critica in Italia, uscirà in autunno in inglese e in francese il “Napoleone il Comunicatore” di Roberto Race edito in Italia da Egea, la casa editrice dell’Università Bocconi. Waterloo è in certo modo l’emblema che avalla la suggestiva, lucida e ampiamente documentata tesi di Race: Napoleone, oltre a essere uno statista e un impareggiabile condottiero, fu un precursore delle tecniche di comunicazione e di marketing moderne. Il conflitto dei conflitti, la battaglia più famosa della storia, è legata al nome del perdente più che del vincitore. A Waterloo ha perso Napoleone, non ha vinto Wellington. Nella memoria collettiva, la sconfitta è anzi quasi obnubilata dalla grandeur del personaggio, esaltata in pose e immagini cronachistiche, figurative e letterarie. Un esempio per tutti: l’Hugo dei Miserabili, con la famosa imprecazione di Cambronne. L’analisi di Race, che unisce i valori di una ricerca testuale puntuale e feconda a una capacità divulgativa tale da assicurare al saggio un taglio da best seller, dedica allo scontro campale in terra belga alcune delle sue migliori pagine.
“LA MADRE” DI ORIETTA CICCHINELLI
“La madre” è il libro che segna un duplice esordio, quello come scrittrice della giornalista Orietta Cicchinelli (responsabile Spettacoli-Roma del quotidiano Metro) e quello dell’agenzia di comunicazione Ned di Pier Paolo Mocci in qualità di casa editrice. La madre – dedicato a Vincenzo Cerami con il quale la scrittrice era unita da un profondo legame affettivo – è un progetto che nasce dal racconto di un’esperienza personale colma di sensazioni ed emozioni legate alla figura materna, non solo quale genitrice, ma anche sotto forma di ritorno alle origini, alla Madre Terra appunto. Il libro è stato presentato in anteprima a Spoleto ieri presso Palazzo Mauri. “La madre” sarà distribuito in esclusiva a Roma nel circuito Arion – Le librerie indipendenti, a partire dal 18 maggio. Proprio lunedì 18 maggio alle 18.30 il libro verrà presentato dall’autrice insieme ad un parterre di giornalisti e personaggi della cultura presso Arion Montecitorio (Piazza di Montecitorio, 59 di fronte al Parlamento). L’introduzione è a firma del noto psichiatra e neurologo Elio Sena, la prefazione del libro è a cura del popolare attore Maurizio Battista. Il disegno in copertina è un’illustrazione originale di Martina Rossi (Scuola Romana Fumetti). “Ho scritto questo libro durante il primo Natale senza lei – spiega l’autrice – un evento che non poteva passare sotto silenzio. Mentre la vedevo ancora china a mettere nel camino il ciocco più grosso, la ricordavo sulla pagina, per ‘regalare’ ai miei qualcosa di particolare. Ne è venuto fuori un racconto per me e, mi auguro per il lettore, emozionale, di getto. Spero ora di trasferire un’emozione anche a chi lo avrà tra le mani”. Pier Paolo Mocci, editore, riserverà 1 euro a copia (prezzo di copertina 6 euro) per l’acquisto di prime necessità per le giovani madri in difficoltà ospitate nella casa-famiglia Protettorato di San Giuseppe a Roma, mentre l’autrice cederà la totalità dei suoi diritti d’autore sempre in favore di beni per le ragazze-madri di Via Nomentana 341.
“COSA RESTA DI NOI” DI GIAMPAOLO SIMI
Una nevicata senza precedenti, una coppia in crisi, una donna svanita nel nulla. Giornali e social media iniziano a parlare dell’‘impiegata quarantenne’ scomparsa senza lasciare una riga o un indizio. Un amore dolcissimo che diventa veleno. Un noir che graffia l’anima. Tutto questo è “Cosa resta di noi” di Giampaolo Simi (Sellerio, euro 14, pp. 312). Un noir che disturba e sorprende, una tensione che sale piano come la marea. La storia di un amore che lentamente si trasforma in veleno, di un vuoto intimo che trasfigura una ragazza meravigliosa. In questo senso “Cosa resta di noi” fa pensare ai romanzi di Patricia Highsmith. Guia, la protagonista, chiama ‘morte vista al contrario’ la sua impossibilità di avere un figlio: “Una vita che non solo non inizia ma non riesce nemmeno ad essere concepita”. Eppure è una ragazza nata per essere felice, di antica famiglia, scrittrice indirizzata al successo, sposata con un uomo che ama ed è pazzo di lei. Ma è in questa unione di felici che si infiltra il “lutto al contrario” del figlio mancato, come una crepa che si allarga e non si può fermare. Simi ha pubblicato “Il corpo dell’inglese” (2004) e “Rosa elettrica” (2007). I suoi libri hanno ricevuto vari premi e sono stati tradotti in Francia (nella ‘Série noire’ di Gallimard e presso Sonatine) e in Germania (Bertelsmann). Ha collaborato come soggettista e sceneggiatore alle fiction “Ris” e “Ris Roma”. Nel 2012 è uscito il suo ultimo romanzo “La notte alle mie spalle”.
“ERETICI” DI LEONARDO PADURA FUENTES
Nel 1939 la S.S. Saint Louis giunge al porto di L’Avana. Sulla nave viaggiano circa novecento ebrei in fuga dalla Germania nazista. La Saint Luis trascorre alcuni giorni alla fonda in porto, ma lo sbarco, inspiegabilmente, non viene autorizzato. Il piccolo Daniel Kaminsky e suo zio attendono sul molo, fiduciosi di riabbracciare i propri famigliari che sono a un passo dalla salvezza e che recano con sé qualcosa che potrebbe convincere le autorità cubane, un tesoro di grande valore: una tela di Rembrandt raffigurante il Cristo. Purtroppo il piano fallisce e la nave viene rimandata in Germania, con il suo carico di persone e speranze. Nel 2007, la tela riappare in un’asta a Londra. Elias, il figlio di Daniel Kaminsky, decide di partire per L’Avana per ricostruire una parte oscura del passato suo e della sua famiglia che tormentava suo padre. Sa che solo l’investigatore Mario Conde lo potrà aiutare in questa indagine così poco ufficiale, tra presente e passato, tra arte e storia. Questa la trama di “Eretici. Un’indagine di Mario Conde”, romanzo dello scrittore cubano Leonardo Padura Fuentes edito in Italia da Bompiani (euro 22, pp. 672).