(15 mag) Incidente o attacco terroristico? L’Italia e l’Europa rispondono con un piano integrato. In caso di emergenza chimica, batteriologica, radiologica o nucleare il nostro Paese saprebbe rispondere con tempestività e con efficienza, confermando il ruolo di pioniera, acquisito grazie anche al contributo del progetto europeo che ha esaminato le forme di risposta “integrata” e più adeguata a crisi del genere. Il progetto è stato coordinato da Andrea de Guttry, direttore dell’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo), docente di Diritto Internazionale alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e si è appena concluso con un evento alla missione permanente d’Italia, presso la sede dell’Unione Europea, a Bruxelles. Il progetto – come si legge in una nota del Sant’Anna – è servito per definire le più aggiornate linee guida alle quali attenersi qualora si verifichino emergenze di tale natura, per ragioni accidentali o intenzionali tanto in Italia quanto in Europa, con particolare attenzione alle interazioni nel contesto italiano. Durante le varie fasi, i ricercatori hanno avuto modo di verificare quali fossero le maggiori criticità, i punti di forza e quelli di debolezza ed elaborare così manuali di procedura utilizzabili a livello europeo. A livello generale, l’obiettivo del progetto che ha visto capofila la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa consisteva nella definizione di un approccio comune di risposta per queste genere di emergenze. Con il Sant’Anna di Pisa hanno collaborato l’Università di Roma-Tor Vergata e il corpo nazionale dei vigili del fuoco, comando di Pisa. “Il successo ottenuto dal progetto, confermato dalla conferenza di Bruxelles – sottolinea de Guttry – rappresenta un punto di partenza per approfondire un tema come quello della risposta alle emergenze, che assume sempre maggior rilievo. La risposta tempestiva ed efficace a eventi del genere – continua – non dipende soltanto dall’uso di equipaggiamenti e tecnologie sofisticate ma soprattutto dalle capacità di coordinamento degli attori che fronteggiano l’emergenza, come vigili del fuoco, forze dell’ordine, forze armate, protezione civile e addetti di primo soccorso. Una formazione aggiornata e congiunta è fondamentale se si vogliono salvare vite umane e contenere i danni materiali”. (red)