In Italia la bassa soglia di sostituzione nella popolazione non consente di fornire un ricambio generazionale. Il valore di 1,39 figli per donna, nel 2013, colloca il nostro Paese tra gli Stati europei con i più bassi livelli. Questo determina un progressivo invecchiamento della popolazione. La combinazione tra la persistente denatalità ed il progressivo aumento della longevità conducono a stimare che, nel 2050, la popolazione inattiva sarà in misura pari all’84% di quella attiva. Un fenomeno che inciderà sulla disponibilità di risorse in grado di sostenere l’attuale sistema di welfare, per effetto della crescita della popolazione anziana inattiva e della diminuzione della popolazione in età attiva.
IL PIANO DEL MINISTERO. È partendo da questi dati che il ministero della Salute ha messo a punto un Piano per la fertilità che pone tra le priorità l’informazione, la prevenzione e la diagnosi precoce coinvolgendo l’intera popolazione, dal semplice cittadino a farmacie, scuole, consultori familiari, università e ospedali. In un paese in cui una coppia su 5 ha difficoltà a procreare per vie naturali e dove negli ultimi quattro anni si sono registrate 42 mila nascite in meno, il ministero della Salute ha deciso di puntare su informazione e formazione per cittadini e operatori sanitari attraverso la collaborazione di università, aziende sanitarie, Comuni e Regioni e il coinvolgimento delle associazioni dei cittadini. Degli appuntamenti ai quali non partecipino più solo studenti e pazienti, ma anche la gente comune, mettendo a disposizione un’informazione qualificata, ma in forma divulgativa e accessibile su temi quali l’anatomia e la fisiologia del sistema riproduttivo, le curve di fertilità naturale in relazione all’età, la prevenzione della sterilità, le terapie della sterilità per sfatare falsi miti e offrire informazioni corrette a bambini e adulti. Il Piano prevede anche eventi formativi destinati agli operatori sanitari con un aggiornamento continuo sulle tematiche connesse alla fertilità, dalle malattie sessualmente trasmesse e il loro effetto negativo sulla fertilità di coppia e generalmente sullo stato di salute dell’individuo, al trattamento dei miomi uterini fino all’endometriosi per la donna, così come le più comuni patologie genitali maschili che in passato venivano intercettate grazie alla visita di leva. Corsi specifici saranno rivolti a oncologi, ematologi e onco-ematologi pediatrici dal momento che tra gli eventi che maggiormente possono mettere a repentaglio la salute riproduttiva ci sono le malattie neoplastiche. Per rafforzare l’informazione e richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica è stata istituita anche una Giornata nazionale dedicata al tema della fertilità, il “Fertility day”, che si terrà ogni anno il 7 maggio con incontri informativi, eventi, approfondimenti dedicati a persone di tutte le età. Il ministero della Salute effettuerà un monitoraggio annuale del presente Piano, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, le Regioni, i Comuni e le Federazioni degli operatori sanitari coinvolti sul territorio. Il monitoraggio delle iniziative realizzate per il raggiungimento degli obiettivi sarà presentato in occasione del Fertility Day e pubblicato sul sito del ministero della Salute. (Cle – 27 mag)