Molte ironie e anche molto sprezzo circondano l’anomalo ministro greco delle Finanze Yanis Varoufakis, facile bersaglio – per i suoi modi e i suoi azzardi negoziali – di commentatori e sedicenti esperti economici che al loro attivo negli ultimi lustri hanno soprattutto le previsioni sbagliate e le rovinose ricette. Quelli che fossero invece interessati a conoscere cosa pensa davvero Varoufakis e quale è la sua versione dei fatti, possono leggere l’intervento che il ministro ha pubblicato ieri sul Sole 24 Ore.
Varoufakis sostiene in primo luogo che è una falsità presentata come un dato di fatto che Atene non abbia la volontà di attuare un programma di riforme economiche. “Siamo perfettamente in grado – scrive – di garantire il sostegno dell’opinione pubblica greca a un programma economico efficace”. Di cosa parla Varoufakis? Di un’agenzia delle entrate indipendente; di mantenere in eterno un avanzo di bilancio primario ragionevole; di un programma di privatizzazioni sensato e ambizioso, combinato con un’agenzia per lo sviluppo che sfrutti i beni pubblici per creare flussi di investimenti; di una riforma autentica del sistema pensionistico che garantisca la sostenibilità a lungo termine del sistema di previdenza sociale; della liberalizzazione dei mercati dei beni e dei servizi. Ciò che la Grecia invece non vuole sono altre misure di austerità come l’aumento dell’Iva e il taglio delle pensioni, con la pretesa che il governo Tsipras continui a perseguire un avanzo di bilancio primario – cioè al netto degli interessi sul debito .- insostenibilmente alto: un approccio che – scrive Varoufakis – impedirebbe la ripresa e soffocherebbe la crescita. Una cura che, nell’arco di cinque lunghi anni, si è già dimostrata peggiore della malattia.
La cosa notevole è che con questa piattaforma si vincono le elezioni non solo in Grecia ma anche in Spagna.