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“La signorina Giulia”
al San Ferdinando di Napoli

it@withub.it by it@withub.it
29 Maggio 2015
in Archivio speciali - Teatro
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“LA SIGNORINA GIULIA” AL SAN FERDINANDO DI NAPOLI

Come già positivamente sperimentato qualche anno fa in occasione dell’allestimento de “La casa di Bernarda Alba” di Federico Garcia Lorca, per la regia di Lluís Pasqual, il Teatro Stabile di Napoli ha chiesto al giovane regista cileno Cristián Plana di riallestire “La signorina Giulia” di August Strindberg – la cui edizione spagnola ha riscosso un grandissimo successo in America Latina – con un cast tutto italiano. Sarà infatti in scena in anteprima assoluta il 20 e 21 giugno al teatro San Ferdinando di Napoli (Piazza Eduardo De Filippo, 20) “La signorina Giulia”, tragedia in un atto unico scritta nel 1888 dal drammaturgo svedese. Ambientata in una notte d’estate di fine Ottocento, racconta la vicenda di Julie, ragazza venticinquenne figlia di un conte, che decide di passare la serata di San Giovanni alla festa della servitù, mentre il padre è assente. Il testo affronta la doppia tematica dell’interazione tra classi sociali differenti e tra il genere maschile e quello femminile. Per il contenuto e il drammatico epilogo, l’opera fu oggetto di scandalo nella società puritana e conformista dell’epoca. In scena Giovanna Di Rauso, Massimiliano Gallo, Autilia Ranieri. Orari: 20 giugno ore 21, 21 giugno ore 18. Biglietti: intero 20 euro – ridotto (under 25 e over 60) 15 euro. (Cle)

 

A MILANO LE “SHORT STORIES” DI CAROLYN CARLSON

Tre serate speciali al Piccolo Teatro Strehler di Milano (largo Greppi), dal 4 al 6 giugno, con “Short Stories”, un trittico che rende omaggio a Carolyn Carlson (in scena nella prima delle tre coreografie), grande danzatrice e coreografa dal percorso artistico originale e capace di tratteggiare una calligrafia coreografica irripetibile. La sua compagnia, la Carolyn Carlson Company(CCCy), è forte di un repertorio straordinario e costituita da un gruppo di danzatori fedeli alla poetica della sua gestualità. In “Immersion”, la prima performance, Carolyn Carlson torna a uno dei suoi temi preferiti, l’acqua, per un assolo intenso fatto di gestualità pura. Al suono delle onde, la coreografa s’immerge nella fluidità, nell’intensa presenza dalle profondità insondabili dell’acqua, in una danza mossa dalla forza vitale dell’elemento naturale. La coreografia di “Li”, invece, si ispira all’ideogramma che rimanda all’origine, alla base di tutte le cose, al principio, all’essenza, quando l’essere si accorda con il “tao”. Un passo a due che parla di trasformazioni della natura, del soffio del vento, della penombra e della luce. È la dualità dello yin e dello yang, quando l’uno diventa l’altro e insieme formano la perfezione della vita. In “Mandala” Carolyn Carlson si ispira all’energia del cerchio: l’enso, simbolo sacro nel buddismo Zen che simboleggia l’illuminazione, la forza, l’universo, ma anche agli agroglifi, motivi circolari apparsi nei campi di grano, disegni dalle origini misteriose che appaiono come un messaggio emesso da una forza dello spirito, forse venuta da altrove, e sembrano volerci ricordare le forze sconosciute che ci circondano. Accompagnata dalla musica intensa e ipnotica di Michael Gordon la ballerina ondeggia, volteggia come un cuore che batte, che pulsa vita nel corpo. Orari: giovedì e sabato ore 19.30; venerdì ore 20.30. Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro. (Cle)

 

 “IL BOSCO” DI MAMET SBARCA A ALL’OUT/OFF DI MILANO

Dal 5 giugno al Teatro Out/Off di Milano (via Mac Mahon, 16) sarà in scena “Il bosco” di David Mamet. Protagonisti Antonio Zavatteri ed Elena Arvigo, che firma anche la regia dello spettacolo. Un bosco, una casa, un lago, un uomo e una donna: sono questi gli ingredienti del dramma, scritto da Mamet nel 1977, ma già un classico del teatro: Nick e Ruth decidono di passare il fine settimana fuori città, in una casa immersa nel bosco. Qui i due protagonisti, lontani da tutto e da tutti, spingono la loro relazione fino al punto di rottura e il bosco diventa il luogo dove proiettano paure e desideri, dove l’ordinario lascia spazio alla fiaba. Arriveremo ad essere liberi e finalmente capaci di amare? Questo è l’interrogativo che percorre lo spettacolo. I due protagonisti parlano, si scontrano, raccontano di fantasmi e ricordi, arrivando alla violenza, fisica e verbale. La cornice simbolica di questo percorso a due è il bosco, luogo magico in cui i desideri e le paure prendono il sopravvento sulla razionalità.  La posta in gioco naturalmente non è solo l’amore romantico, i due personaggi devono trovare il coraggio di attraversare “la notte dei boschi” e finalmente vivere, senza che la paura intralci il loro cammino. Orari: da martedì a venerdì ore 20.45; sabato ore 19.30; domenica ore 16. Biglietti: intero 18 euro – costo prevendita e prenotazione 1,50/1,00 euro; riduzione 12 euro under 25; 9 euro over 65. (Cle)

 

A TORINO IN SCENA “SANTA IMPRESA”

Prosegue fino al 7 giugno al Teatro Gobetti di Torino (via Rossini, 8) lo spettacolo “Santa impresa” di Laura Curino e Anagoor, per la regia di Simone Derai con Laura Curino. “Santa impresa” narra l’intelligenza e lo spirito di quegli uomini straordinari riuniti comunemente sotto la definizione di “santi sociali”, che a Torino si presero cura delle necessità, dei dolori e delle ferite del popolo e soprattutto dei giovani dell’Italia appena nata. “Nessuna regione come il Piemonte – scrive la compagnia – ha avuto tra il 1811, l’anno in cui nasce san Giuseppe Cafasso, e il 1888, l’anno in cui muore don Bosco, una così alta concentrazione di vite straordinarie che hanno scelto i poveri e per loro si sono impegnati in imprese che hanno lasciato un segno nelle loro vite e nella città: convitti per i giovani, ospedali per i malati, scuole e cortili per i ragazzi. L’ingegno creativo della città genera idee destinate a diventare grandi imprese economiche. La moda, il cinema, le automobili. E genera anche sfruttamento, ingiustizia, malattia, abbandono. Siamo abituati a pensare che proprio in contrasto ed opposizione a questo stato di cose i santi sociali trovarono il loro ruolo ed il fulcro della loro attività. Forse non è soltanto così. Il vento rinnovatore del Risorgimento spira sugli uni e sugli altri. È questo affascinante intreccio fra spirito e scienza, fra fabbrica e studio, sopruso e giustizia, oscurantismo e libera circolazione delle idee a nutrire alcune delle imprese di ‘bene’ più intense ed interessanti della nostra storia, imprese che hanno spesso varcato i confini nazionali, per diffondersi nel mondo. Facile il cinismo, facile l’agiografia: quella di raccontare il ‘bene’ è sempre impresa ardua. Ma ogni impresa lo è. Raccontare le vite degli uomini è un’impresa altrettanto ardua. Raccontare la vita di un santo lo è ancora di più”. Orari: martedì e giovedì ore 19.30; mercoledì, venerdì e sabato ore 20.45; domenica ore 15.30. Lunedì riposo. Prezzo dei biglietti: intero 27 euro, ridotto under 25 – over 60 24 euro.

 

CON “SNOW” IN SCENA L’IMPROVVISAZIONE

 Il 12, 13 e 14 giugno debutta nella stagione del Teatro Abarico di Roma (via dei Sabelli, 116), “Snow”, la nuova produzione di una delle compagnie più apprezzate d’Improvvisazione Teatrale, i T(i)LT, Trama Libera Tutti. Snow, diretto da Pierpaolo Buzza, è uno spettacolo completamente improvvisato che con abilità rimaneggia le carte della narrazione teatrale, abbattendo pareti, creando uno scambio profondo fra chi è in scena e chi dovrebbe esserne fuori in una totale sublimazione della forza dirompente dell’improvvisazione teatrale. Il pubblico darà il la, sarà lui a fornire infatti il titolo e l’incipit della storia che gli attori – fra i più esperti e conosciuti della scena romana – metteranno in scena. Una storia nata in tempo reale dalla penna di Snow, uno scrittore talmente coinvolto nel suo racconto che sente i suoi personaggi come quasi più veri di lui. E sentendoli tali tesserà un legame con loro. Gli attori non saranno soli in questo viaggio: verranno accompagnati dalla musica e dalla regia, anch’esse improvvisate dal vivo. I personaggi verranno esplorati in ogni loro sfaccettatura: la loro tridimensionalità, le loro relazioni, il loro passato. Sul palco Emanuele Ceripa, Mauro Colapicchioni, Federica Forbicioni, Nicola Galea, Marco Masi, Simona Pettinari, Vittorio Rainone, Barbara Sperandii. Musiche di Valerio Passi. Orari: venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 giugno, ore 21. Biglietti: intero 13 euro (+ 2 di tessera) – ridotto 8 euro (+2 di tessera). (Cle)

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