“Un risultato che è molto soddisfacente”, “un anno di governo a guida Renzi e in un anno di segreteria, su 12 regioni il centrosinistra se ne aggiudica 10 contro le due che vanno agli altri. Ricordo solo che il centrodestra ne aveva 6 e Sel una. Mi pare che gli elettori abbiamo premiato le scelte fatte col jobs act, la riforma della scuola, la riforma della legge elettorale”. Così il vice segretario del Pd Debora Serracchiani in una intervista a Repubblica commenta il cinque a due a favore del centrosinistra alle elezioni regionali. E precisa: “E’ ancora presto per parlare dell’esito delle nostre liste. Ma è chiaro che bisogna sommare il voto delle altre liste. Ci può anche essere alla fine complessivamente una flessione rispetto al dato delle europee, ma è un confronto che non tiene. Il raffronto va fatto rispetto alle regionali passate”. E dei grillini dice: “Hanno ottenuto un risultato inferiore a quello delle politiche. Non si può parlare di un successo del movimento di Grillo”. E conclude: “Certo il dato dell’astensionismo ci preoccupa. Ma l’esito ci dice che dobbiamo andare avanti sulla strada delle riforme”.
PARTE DELLA SINISTRA HA REMATO CONTRO
“Per la Liguria sono davvero molto amareggiata. Ma la vittoria di Toti ha dei responsabili precisi: quella parte della sinistra che, lasciando il partito e presentando una propria lista, e con una campagna elettorale molto aggressiva, cattiva, ha giocato sulla pelle dei cittadini della Liguria a far perdere il Partito democratico. Senza questa conflittualità esasperata, Raffaella Paita ce l’avrebbe fatta”. Così il vice segretario del Pd Debora Serracchiani continua nella sua intervista a Repubblica nella quale aggiunge anche che “hanno giocato molto in negativo anche le polemiche dell’ultimerà sugli impresentabili”, “c’è stata una strumentalizzazione da parte della Commissione Antimafia in chiave elettorale. Molti elettori del Pd sono rimasti sconcertanti e confusi da queste liste, rese pubbliche giusto a poche ore dal momento del voto”. E su De Luca aggiunge: “Qui ha funzionato un sistema più aggregato, un voto più omogeneo che ha determinato una clamorosa inversione di tendenza rispetto alla gestione precedente in Campania”. (1 giu – PO / red)