Roma, 12 giu – “E’ un paese in ginocchio ma con tanta voglia di ricominciare”. Rispondono all’unisono le quattro crocerossine appena rientrate dalla missione, durata più di un mese, in Nepal. Hanno dormito nelle tende, per terra, fianco a fianco con i pazienti, lavorando fino a 14-16 ore al giorno, eppure non sono stanche. “Abbiamo cominciato a operare a Katmandu e poi a Bidur, nel distretto di Nuwakot dove siamo rimaste per tutto il tempo”. Così comincia il suo racconto sorella Mariangela Zarini, la capogruppo di questo team di crocerossine che ha prestato soccorso nel luogo dell’epicentro della seconda forte scossa di terremoto del 12 maggio scorso. Lì nel luogo in cui la Protezione Civile Italiana ha allestito un ospedale da campo per le emergenze e le degenze, proprio accanto al vecchio nosocomio, compromesso dal terremoto, ma per fortuna in buona parte ancora agibile in cui è rimasta la sala operatoria e il reparto maternità.