“Dimenticatemi. Voglio solo vivere serena”. Laura Antonelli esprimeva questo desiderio qualche anno fa, nel 2010, quando decise di rinunciare alla Legge Bacchelli e chiese di restare nell’ombra: lontana da cinema, tv, copertine, interviste. Oggi però a ricordarla sono in molti perché all’età di 74 anni l’icona sexy degli anni ottanta è morta nella sua abitazione a Ladispoli, comune vicino Roma. L’attrice è stata trovata esanime a terra dalla collaboratrice domestica, vittima di un infarto. “Malizia” di Salvatore Samperi (1973), “Sessomatto” di Dino Risi (1973), “Mio Dio come sono caduta in basso!” di Luigi Comencini (1974) e, ancora, “Divina creatura” di Giuseppe Patroni Griffi (1975), “L’innocente” di Luchino Visconti (1976) e “Passione d’amore” di Ettore Scola (1981): sono tante le pellicole che l’hanno vista protagonista e che le hanno dato la popolarità. Una popolarità che forse neppure lei si aspettava: “Sono bassina, un po’ tondetta e ho le gambe piuttosto corte: chissà perché piaccio”.
ANIMA FRAGILE, SOGNO DEGLI ITALIANI, BELLEZZA PERFETTA Laura Antonaz – questo il suo vero nome – era nata a Pola, in Croazia, il 28 novembre del 1941. E’ all’ inizio degli anni 70, dopo essersi trasferita a Roma e messo da parte il lavoro da insegnante di educazione fisica che scopre il cinema e la popolarità: nel 1971 raggiuge, infatti, una certa notorietà recitando nel film “Il merlo maschio”, il primo di molti film erotici in cui l’attrice lavorò, interpretato al fianco di Lando Buzzanca e diretto da Pasquale Festa Campanile. Tuttavia dopo il successo, il guadagno, le pellicole comiche e erotiche, le commedie e mini serie televisive arrivano i problemi: la droga, il carcere, i processi, un’operazione chirurgica non riuscita. Siamo negli anni 90, è l’inizio della fine. Laura Antonelli dice definitivamente addio al mondo dello spettacolo: non ha perso però solo i suoi lineamenti e la sua bellezza. Le avventure personali e giudiziarie l’hanno resa una donna fragile, una ex diva che in condizioni di profonda sofferenza psichica si troverà ricoverata in più di un’ occasione presso il centro d’ igiene mentale di Civitavecchia. “Forse non ero tagliata per fare l’ attrice. Non ero preparata ad affrontare quella carriera, il successo, la popolarità, quell’ ambiente, con le illusioni e le delusioni. Sono sempre stata una persona semplice, timida” disse una volta l’ attrice. Anima fragile, sogno degli italiani, bellezza perfetta, diva tormentata: così oggi la definisce il popolo del web. E qualcuno non risparmia polemiche: “Il mondo del cinema piange e ricorda Laura Antonelli, ma ricordarla un po’ prima mai?”. (22 giu – PO / Gil)