La Lega parla di “farsa”. I capigruppo di Sel e Forza Italia Loredana De Petris e Paolo Romani, curiosamente, utilizzano la stessa parola: “pantomima”. E’ forte la polemica in Senato dopo la capigruppo che di fatto ha certificato l’arrivo, giovedì, della fiducia del governo su un maxiemendamento al ddl sulla “Buona Scuola”. Ddl che di fatto arriverà in aula già domani, con la discussione generale programmata per tutto il pomeriggio e i tempi per la presentazione dei sub-emendamenti “tra i quali presumibilmente – tuona Romani – ci sarà anche il maxiemendamento del governo, che renderà tutto inutile”.
ZANDA: “NECESSARIO PER ASSUNZIONI”. L’accelerazione, spiega però il capogruppo del Pd Luigi Zanda, è resa necessaria dall’urgenza del piano di centomila assunzioni predisposto dall’Esecutivo, e che invece sarebbe stato a rischio con uno slittamento dei tempi: “Andare in aula senza relatore non è una cosa buona – spiega Zanda – ma si è purtroppo reso necessario dalla conferma che gli emendamenti sarebbero stati tanti. E’ fondamentale tentarle tutte per assumere i centomila precari, e che si concluda l’istruttoria per altri sessantamila. La scuola ha bisogno di questo aumento di personale e dell’aumento dell’offerta scolastica. È stato usato un tempo eccessivo in commissione e se vogliamo mantenere gli impegni è necessario portare direttamente in aula il provvedimento. Su questioni così delicate il tempo non è una variabile da sottovalutare”.
OPPOSIZIONI ALL’ATTACCO. Attacca anche la Lega, con il capogruppo Marco Centinaio: “Abbiamo cercato di far capire che le minoranze volevano discutere gli emendamenti in modo serio e capire insieme come intervenire, ma loro hanno fretta di chiudere il prima possibile e hanno deciso tra di loro di portare in aula il provvedimento. La Commissione istruzione a questo punto si dovrebbe fermare” riflette Centinaio, ma la beffa contestata dalle opposizioni è proprio che rimane il termine delle ore 14 per i subemendamenti. Ma ormai è chiaro: “Loro vogliono chiudere tutto entro giovedì”. Eppure, riflette Loredana De Petris, “è stato comunque dato il tempo per presentare gli emendamenti (il termine in commissione è domani alle 14, ndr) quando poi vanificherà tutto. A prescindere, perché gli emendamenti potevano essere anche molto pochi. La verità è che non avevano i numeri in commissione e hanno utilizzato trucchi per perdere tempo e arrivare alla calendarizzazione senza alcun interesse di discutere nel merito. Si poteva procedere con uno stralcio in commissione e affrontare le misure più urgenti come le assunzioni”.
(PO / Sis – 23 GIU)