Roma 3 lug – “Di fronte ai cambiamenti del fenomeno dell’emigrazione, che fino a pochi anni fa erano impensabili, le forze vive dell’associazionismo degli italiani nel mondo devono rilanciare il proprio ruolo nell’impegno volontario e nel mettere insieme energie, capacità e voglia di costruire”. A dirlo è Franco Narducci, presidente dell’Unione nazionale associazioni immigrati ed emigrati (Unaie) durante il suo intervento agli Stati generali dell’Associazionismo degli italiani nel mondo, “Verso il forum delle associazioni degli italiani nel mondo”. Da questa assemblea, secondo Narducci, “è necessario sprigionare l’energia per far ripartire l’associazionismo di ieri e di oggi che, altrimenti, rischia di non collegarsi con quello di domani”. La mobilità, nota il presidente dell’Unaie, “fa parte di questo nuovo mondo” e in questo senso i cardini delle politiche di integrazione devono essere “diritto alla cittadinanza, diritti civili e politici affinché il processo di integrazione sia reale”. Narducci si sofferma poi sul numero dei lavoratori frontalieri, “aumentato in dieci anni dell’80%: sono 280mila i frontalieri che quotidianamente varcano il confine con la Svizzera da nord e da sud, da est e da ovest, a causa della crisi economica e perché il mercato del lavoro svizzero rappresenta una forte attrazione per gli italiani e non solo”. Questo aumento causa “problemi di accoglienza, problemi abitativi e di ricongiungimento familiare” afferma Narducci sottolineando che, di fronte a questi fenomeni nuovi, “alcuni Comites stanno organizzando servizi di consulenza gratuita agli italiani che emigrano”. (Sip)