Si è spento nelle prime ore di questa mattina Santo Della Volpe, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Stroncato da un male incurabile, aveva sessanta anni. Inviato storico del Tg3, era direttore del sito di Libera Informazione ed è stato tra i fondatori dell’associazione Articolo 21. Giornalista professionista dal 1977, entra in Rai nel 1982 nella sede di Torino. Negli anni ’90 si occupa della prima Guerra del Golfo, della guerra civile in Albania e della guerra in Kosovo. E poi delle vicende di mafia, dall’assassinio di Falcone e Borsellino sino al processo Andreotti, dalla lotta dei commercianti siciliani contro il pizzo all’arresto dei fratelli Brusca, scrivendo anche numerose pubblicazioni sui temi della lotta alla criminalità organizzata. La camera ardente sarà allestita domani, venerdì 10 luglio, nella sala Walter Tobagi della Fnsi in Corso Vittorio Emanuele a Roma, dalle 11 alle 20. I funerali si svolgeranno sabato mattina a Roma nella Basilica di Sant’Agnese, sulla Nomentana.
IL DOLORE DEI COLLEGHI. “È un momento di profonda commozione – è il commento a caldo di Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi – Con Santo Della Volpe scompare una persona per bene, un professionista che ha sempre lottato al fianco degli ultimi e per l’affermazione della cultura della legalità in ogni ambito della vita civile. Ideali ai quali ha ispirato la sua pur breve esperienza al vertice della Fnsi, connotandola con passione ed entusiasmo. Ciao, Santo”. “Anche in questi giorni quando eravamo con lui non ci ha mai parlato della sua malattia, ma dei suoi e dei nostri progetti futuri – si legge invece in una nota di Articolo 21 -. Delle battaglie da fare per la libertà di espressione, contro la precarietà nell’informazione, sul tema della diffamazione. E’ proprio su questo tema, la diffamazione che Santo ha scritto un mese fa il suo ultimo articolo, per il nostro sito e per quello di Libera Informazione”. “Un punto di riferimento della professione e del sindacato dei giornalisti – scrive l’Usigrai in una nota – Sempre in prima linea nel suo impegno sociale e professionale in favore della legalità, contro ogni bavaglio, nella lotta alle mafie, contro le morti sul lavoro”.
L’OMAGGIO DELLE ISTITUZIONI. “Suscita profondo dolore la notizia della morte di Santo Della Volpe. Lo conoscevo da anni perché spesso avevamo lavorato insieme nei luoghi nei quali io mi trovavo per le Agenzie delle Nazioni Unite e lui per il Tg3. In particolare avevamo condiviso in alcuni frangenti l’esperienza della guerra nella ex-Jugoslavia, in Kosovo, e gli eventi che ne derivarono in Albania. Avevo sempre potuto apprezzare il professionista al tempo stesso rigoroso e appassionato, capace di sentire nel profondo e restituire agli spettatori la drammaticità delle vicende umane delle quali eravamo testimoni. Un giornalista che non ha mai smesso di considerare compito essenziale dell’informazione il racconto di ciò che tende ad essere tralasciato o oscurato, la capacità di far diventare notizia le sofferenze delle vittime dei conflitti” afferma la presidente della Camera, Laura Boldrini. “È con grande dolore che ho appreso la notizia della scomparsa di Santo Della Volpe. Ho avuto modo più volte, in passato, partecipando in prima persona ad iniziative da lui promosse, di apprezzarne le doti di uomo libero e di professionista dell’informazione” sottolinea invece il presidente del Senato, Pietro Grasso, in una dichiarazione.
(Red – 9 lug)