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Roma, il grande omaggio al Barocco

it@withub.it by it@withub.it
10 Luglio 2015
in Archivio speciali - Mostre
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ROMA, IL GRANDE OMAGGIO AL BAROCCO

Grande successo di critica e pubblico per la mostra “Barocco a Roma. La meraviglia delle arti” che si tiene fino al 26 luglio alla Fondazione Roma Museo-Palazzo Cipolla. La mostra presenta alcune opere inedite, come il disegno riferibile a Ciro Ferri tratto dagli affreschi di Pietro da Cortona per palazzo Pamphilj a piazza Navona, ed altri pezzi mai esposti in Italia, tra cui il Contro-progetto per il colonnato di piazza San Pietro di Gian Lorenzo Bernini. Si possono ammirare anche i bozzetti del Bernini per le statue di ponte Sant’Angelo e per l’Estasi di Santa Teresa(provenienti dall’Hermitage di San Pietroburgo); il prezioso arazzo Mosè fanciullo calpesta la corona del faraone su cartone di Nicolas Poussin (proveniente dal Mobilier National di Parigi) nonché disegni progettuali di Francesco Borromini e Pietro da Cortona. Un evento straordinario è la presentazione al pubblico degli Angeli musici di Giovanni Lanfranco (opere sopravvissute all’incendio ottocentesco della Chiesa dei Cappuccini a Roma) recentemente restaurati. (Red)

 

 

MILANO, LE SCULTURE DI CRAGG SUL DUOMO 

Per la prima volta nella loro storia, le Terrazze del Duomo di Milano accolgono un grande evento di arte contemporanea: Tony Cragg, artista di fama internazionale, con le sue opere animate da movimenti ascensionali verso il cielo si confronta con le guglie e con lo straordinario racconto di popolo del monumento simbolo del capoluogo lombardo. Per tutto il periodo di Expo, fino al 31 ottobre, ogni visitatore delle Terrazze potrà assaporare queste forme che assumono una forma di apertura all’infinito. Nel suo modo di accarezzare il marmo, Tony Cragg – che ha già inaugurato a novembre l’opera Paradosso, ispirata alla Madonnina, che rimarrà posizionata in Duomo fino alla fine di Expo – costruisce un ponte, un nesso tra dimensioni apparentemente distanti. Ma solo all’apparenza. Il marmo assorbe così il ritmo del tempo e, per mano dell’artista, si modella in forme e profili che vibrano verso l’infinito: la scultura è movimento, significato sempre puro e tangibile, materia portatrice di una forza trascendente senza pari. (red)

 

MILANO, ALTA GIOIELLERIA ITALIANA

“Gioiello – Arte e nutrimento dell’anima” è il titolo della esposizione realizzata da Club degli Orafi Italia aperta fino al 27 luglio al Museo Poldi Pezzoli di Milano: un percorso di ricerca sulla tradizione italiana del gioiello: dall’alto artigianato dalle botteghe rinascimentali – bene rappresentate dalla collezione permanente del museo milanese – alla contemporaneità dell’imprenditorialità manifatturiera. Per la prima volta Broggian, Cesari e Rinaldi, Chantecler, Fope, Forevemark, Enzo Liverino, Vendorafa Lombardi e Vhernier espongono, tutti insieme e in un museo, pezzi delle proprie collezioni: imprese che incarnano appieno i valori del nuovo artigianato e che, innovando costantemente i materiali, i prodotti e le tecniche, non perdono mai il legame con la tradizione, la storia, il patrimonio artistico, il territorio e la qualità. La mostra, attraverso le creazioni esposte delle grandi firme dell’alta gioielleria italiana, racconta l’eccellenza, l’abilità, la raffinatezza del Made in Italy e il patrimonio di saperi unico di questo settore: l’Italia è infatti tra i maggiori produttori ed esportatori di gioielli, e i gioiellieri italiani nella storia sono stati tra i più grandi innovatori, sia dal punto di vista estetico che tecnico. La mostra trova quindi affinità con il museo Poldi Pezzoli, fortemente interessato alle arti e ai mestieri.

(red)

 

 

TODI, BURRI-D’ELIA: MUFFE D’ARTISTA

La mostra “Alberto Burri – Davide D’Elia. Cretti, Fuochi, Muffe”, pensata e realizzata in occasione del centenario della nascita dell’artista umbro, fino al 28 luglio alla galleria Bibo’s Place di Todi, accosta i lavori di un artista storico come Burri a quelli di un artista giovane come D’Elia. Tre le opere di Burri in esposizione spicca La muffa del 1951 è una delle opere più importanti di Burri circolate nel mercato italiano negli ultimi anni, si tratta di uno dei momenti creativi più liricamente espressivi di tutta la produzione dell’artista. Davide D’Elia, inizialmente legato alla pittura informale, a partire della seconda metà del Duemila sperimenta l’interazione del tempo e degli agenti atmosferici sulla materia, che lo portano a realizzare opere composte con materiali solarizzati, usurati dal tempo, e con la muffa. L’artista osserva il passaggio del tempo portando avanti una riflessione che riguarda non soltanto la consapevolezza della memoria ma anche la sua trasmissione. A queste opere ne seguono altre in cui le muffe vengono unite o contrapposte a carte millimetrate, strumenti di precisione e di controllo dello spazio, completamente opposti alla imprevedibilità dell’azione del tempo e della natura sulle cose. Nel 2014 realizza una installazione ambientale dal titolo Antivegetativa un intero ambiente in cui pareti, oggetti, quadri vengono immersi in una pittura azzurra a base di piombo, l’antivegetativa appunto, utilizzata nei cantieri nautici per evitare l’usura delle chiglie delle barche. (red)

 

PADOVA, I TRE CROCIFISSI DI DONATELLO

Credenti o non, è difficile non emozionarsi di fronte ai tre Crocefissi di Donatello posti vis a vis nella mostra “Donatello svelato. Capolavori a confronto” allestita al Diocesano di Padova fino al 26 luglio. La mostra, ospitata nello scenografico Salone dei Vescovi, offre così l’occasione storica di ammirare riuniti per la prima volta tre grandi Crocifissi che Donatello produsse nel corso della sua vita: quello realizzato per la chiesa di Santa Croce in Firenze (1406-08) – oggetto di una celebre gara con l’antagonista Filippo Brunelleschi raccontata da Giorgio Vasari nelle sue Vite -, quello dei Servi e quello bronzeo della Basilica di Sant’Antonio a Padova (1443-1449). Inoltre ai Musei Civici Agli Eremitani in contemporanea si tiene la mostra “Donatello e la sua lezione” che presenta sculture e oreficerie a Padova tra Quattro e Cinquecento. Riuniti capolavori di Donatello e opere in bronzo e terracotta degli artisti che continuarono la sua rivoluzione. (red)

 

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