Roma, 10 lug – “Era l’11 luglio 1995. Me lo ricordo benissimo. Arrivò la notizia, secca, che migliaia e migliaia di persone erano in marcia da Srebrenica verso il campo profughi dell’Onu Tuzla”. Emma Bonino, in un colloquio con La Stampa, rievoca il più grave massacro accaduto sul suolo europeo dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, di cui ricorre il ventennale. L’allora commissario Ue per gli Aiuti Umanitari si era recata subito a verificare le condizioni di vita dei profughi serbo-bosniaci durante la guerra nella ex Jugoslavia, a Srebrenica, una delle ‘safe area’ allestite dall’Onu, ma vi aveva trovato solo donne, vecchi e bambini perché tutti gli uomini erano stati portati via dalle truppe di Mladic. E prosegue: “Un paio di giorni dopo, quando riesco a rientrare, scrivo un rapporto che da Bruxelles viene mandato a tutte le capitali europee. Incredibilmente, segue la più totale indifferenza. Silenzio”.
(red)