Roma, 13 lug – A distanza di un anno e mezzo dall’approvazione del Cdm dell’accordo bilaterale di sicurezza sociale fra Italia e Nuova Zelanda, l’accordo ancora non è stato ratificato dal Parlamento italiano. Il problema, spiega il deputato del Pd Marco Fedi, “è che i vari ministeri si rimpallano le responsabilità e non è facile quindi risalire all’incaglio. In effetti quando ci sono impedimenti burocratici le difficoltà possono essere alternativamente, o congiuntamente, finanziarie, procedurali, politiche, tecniche ma forse anche e soprattutto di interesse e volontà”. Eppure, spiega Fedi, “l’accordo è molto importante perché mira a coordinare i rispettivi sistemi di sicurezza sociale e favorire l’accesso delle persone che si spostano da un Paese all’altro alle prestazioni di sicurezza sociale e pensionistiche previste dalle rispettive legislazioni”. Per questo, avvisa Fedi, “sto valutando iniziative politiche e legislative adeguate per chiedere chiarimenti, sensibilizzare e sollecitare Governo e Parlamento italiani per riportare all’ordine del giorno l’accordo di sicurezza sociale con la Nuova Zelanda. Giova precisare che l’accordo non interessa decine di migliaia di persone – gli italiani residenti in Nuova Zelanda sono poco più di 3000 ed è certamente inferiore il numero dei neozelandesi residenti in Italia – ma si tratta comunque di tutelare tanti nostri connazionali emigrati in Nuova Zelanda e rispettare gli impegni formalmente presi quando l’accordo fu firmato quasi venti anni orsono”.
(Sis)