“L’Italia è per definizione un Paese che scommette sull’apertura dei mercati, sugli scambi e sullo sviluppo di accordi internazionali: tutte dinamiche che si muovono in direzione opposta alla diffusione di protezionisti e nazionalismi che sono una componente del disordine mondiale e rappresentano una dinamica allarmante”. Così il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, aprendo la decima edizione dell’East forum, dal titolo “The Global (Dis)order – Can Trade Agreements Revive Growth?”, organizzato da UniCredit e dalla rivista di geopolitica “East”. Il titolare della Farnesina è convinto che “questa caratteristica ci viene riconosciuta in tutto il mondo” e che l’Italia, per ragioni storiche e culturali, “è sempre stato un Paese aperto e orientato a scambi e dialogo, che non ha un’agenda nascosta e che promuove le relazioni tra Paesi”. “Lo facciamo anche per interesse nazionale – specifica Gentiloni – perché l’economia italiana è orientata alle esportazioni” e questo “ci ha consentito di resistere come economia nazionale negli anni di crisi e ha consentito ai governi italiani di riprendere in mano la situazione”. Secondo il ministro degli Esteri, “ora il vento sta cambiando dal punto di vita della percezione dei consumatori” e questo cambio di prospettiva è reso possibile anche grazie alla “forza delle nostre esportazioni”. In questo senso, una delle aree più importanti per la politica estera italiana è il Mediterraneo, un’area di cui “si parla sottolineando solo rischi, instabilità, minacce del terrorismo e dell’immigrazione – commenta Gentiloni – e poco delle grandi opportunità economiche che offre”.
“FONDAMENTALE IL RILANCIO DEL RUOLO DELL’UNIONE EUROPEA” Sugli accordi commerciali tra Paesi, il capo della diplomazia italiana è chiaro: “Non vedo una contraddizione necessaria tra il fatto che vadano avanti accordi settoriali o regionali e la sfida dei grandi accordi globali e generali. E’ necessario premere l’acceleratore in entrambe le direzioni e l’Italia si batte per il raggiungimento di obiettivi possibili negli accordi commerciali in genere”. Ma accanto al ruolo nazionale è “fondamentale il rilancio del ruolo dell’Unione europea – continua Gentiloni – con la consapevolezza che la normale velocità di crociera dell’Ue in termini di relazioni economiche e commerciali con i Paesi vicini e lontani non è più all’altezza della situazione in cui ci troviamo”. Secondo il ministro degli Esteri “non possiamo permetterci il ripetersi di situazioni di insostenibile lentezza”. In questo senso, l’Europa deve essere “veloce e attiva nella regione dei Balcani” e rilanciare nei prossimi mesi i “rapporti con la Russia, con l’Unione economica euroasiatica e con l’Ucraina” dice Gentiloni. “Un Paese come l’Italia che è stato sempre coerente e trasparente nell’applicazione delle sanzioni – chiosa il titolare della Farnesina – deve esigere un’evoluzione del processo di dialogo e spingere sul piano di riforme che riguardano anche l’Ucraina”. (Sip)