“E’ un’ ulteriore conferma della capacità delle nostre imprese di innalzare il livello qualitativo delle produzioni, che si legge anche dall’ incremento dei valori unitari: le nostre aziende riescono in diversi paesi europei ad esportare meglio, cominciando anche a ricostruire i margini che negli ultimi tempi si sono contratti per effetto della volontà di mantenere il mercato pur con minori livelli di profittabilità”. Lo sottolinea Gaetano Fausto Esposito, Segretario Generale di Assocamerestero, commentando i dati Istat sul commercio estero diffusi oggi. Rimane la situazione preoccupante in Russia, che continua a rilevare un decremento delle esportazioni su base annua di quasi il 31%. Nel complesso, però, è confortante osservare che il nostro core esportativo tiene anche nel settore “regina” del Made in Italy, quello della meccanica. Nel periodo gennaio-maggio il saldo commerciale dei beni strumentali fa segnare un attivo di oltre 20 miliardi e una crescita tendenziale a maggio dei valori unitari del 7,1%, rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente. A maggio 2015 l’ export complessivo rispetto a un anno fa aumenta del 2% per effetto dell’ incremento delle vendite in Europa (2,5%). Non è solo l’ euro debole a favorire le vendite all’ estero dei nostri prodotti: l’ aumento tendenziale delle esportazioni rispetto a maggio 2014 è largamente trainato dall’ incremento delle vendite nell’ Unione europea, a testimonianza del recupero di capacità competitiva delle nostre produzioni. Rispetto al mese di aprile, con un aumento del 1,5%, l’ Italia si trova ad una incollatura rispetto alla Germania (che cresce dell’ 1,7%) e fa molto meglio di Francia (-0,6%) e Regno Unito (-0,1%). In particolare sembrano aver riacquistato tono i beni di consumo, che stanno beneficiando della minore incertezza sulle prospettive di reddito che si afferma in diverse economie europee, come Regno Unito, Belgio e anche Spagna. Si riavvia invece il ciclo degli acquisti da alcuni paesi extra europei come gli Stati Uniti, che rilevano una crescita delle importazioni di oltre il 19%.
I DATI: A MAGGIO EXPORT +1, 5%
Rispetto al mese precedente, a maggio 2015, il valore delle esportazioni è in crescita (+1,5%), mentre per le importazioni si rileva una lieve flessione (-0,3%). Lo rendo noto l’ Istat. La crescita congiunturale dell’ export è trainata dall’ incremento delle vendite verso i mercati Ue (+2,5%), mentre quello verso i mercati extra Ue (+0,4%) è contenuto. Al netto della forte crescita dei prodotti energetici (+28,4%), l’ aumento complessivo delle esportazioni si ridimensiona a +0,6%, con i soli beni di consumo in espansione (+2,2%). La lieve flessione dell’ import, rispetto al mese precedente, è la sintesi di una crescita degli acquisti dai paesi Ue (+0,8%) e di una diminuzione di quelli dai paesi extra Ue (-1,9%). La riduzione degli acquisti di prodotti energetici (-5,3%) è particolarmente rilevante. Al netto dei prodotti energetici le importazioni aumentano lievemente (+0,5%). Nel trimestre marzo-maggio 2015, la positiva dinamica congiunturale dell’ export (+2,7%) è determinata sia dall’ area extra Ue (+3,2%) sia da quella Ue (+2,3%). I prodotti energetici (+20,4%) e i beni di consumo durevoli (+4,3%) registrano una rilevante espansione. A maggio 2015, la crescita tendenziale delle esportazioni (+2,0%) è principalmente determinata dalle vendite verso l’ area Ue (+3,5%). I valori medi unitari (+3,4%) sono in aumento, mentre i volumi (-1,3%) sono in diminuzione. Nello stesso mese, il lieve incremento tendenziale dell’ import (+0,5%) è determinato dalla crescita degli acquisti dall’ area Ue (+3,3%). La crescita tendenziale per entrambi i flussi, corretta per i giorni lavorativi (20 a maggio 2015 rispetto ai 21 di maggio 2014), è pari a +6,0% per l’ export e +3,5% per l’ import. A maggio 2015, l’ avanzo commerciale è di 4,2 miliardi (+3,6 miliardi a maggio 2014). Al netto dell’ energia, la bilancia risulta positiva per 6,8 miliardi. Nei primi cinque mesi l’ attivo raggiunge i 15,7 miliardi. A maggio l’ aumento delle esportazioni in termini congiunturali (+1,5%) è principalmente determinato dalla crescita delle vendite verso i mercati Ue (+2,5%). Per le importazioni, la flessione congiunturale (-0,3%) è la sintesi della crescita degli acquisti dai paesi Ue (+0,8%) e di una diminuzione dai paesi extra Ue (-1,9%). Nel trimestre marzo-maggio 2015, rispetto al trimestre precedente, la positiva dinamica congiunturale dell’ export (+2,7%) è determinata sia dall’ area extra Ue (+3,2%) sia da quella Ue (+2,3%). Anche la crescita dell’ import (+5,1%) nello stesso periodo è da ascrivere sia all’ area extra Ue (+7,1%) sia all’ area Ue (+3,6%). La crescita tendenziale delle esportazioni (+2,0%) è molto sostenuta verso Belgio (+14,8%), Spagna (+13,4%), Regno Unito (+10,8%), Repubblica ceca (+10,0%) e Turchia (+9,4%). L’ incremento dell’ import (+0,5%) risente della forte crescita degli acquisti da Stati Uniti (+19,2%) e Belgio (+16,0%). A maggio 2015 la bilancia commerciale è attiva nei confronti di Stati Uniti, Regno Unito, Francia, paesi EDA e Svizzera. I principali saldi negativi riguardano Cina, Russia, Paesi Bassi, Germania e Belgio. L’ aumento tendenziale dell’ export è spiegato per oltre un terzo dall’ incremento delle vendite di autoveicoli verso gli Stati Uniti. La diminuzione delle vendite di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, verso gli Stati Uniti rallenta di 1,6 punti percentuali la crescita dell’ export. L’ incremento tendenziale delle importazioni è interamente spiegato dagli acquisti di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici dagli Stati Uniti, mentre è contrastato per oltre un punto percentuale dagli acquisti di petrolio greggio e gas naturale dai paesi OPEC.
(red – 16 lug)