È Dario Franceschini il ministro attualmente più apprezzato dagli italiani, secondo quanto rilevato dall’indagine sul percepito del governo Renzi, condotta da Euromedia Research in collaborazione con Klaus Davi, a cui hanno partecipato 1000 persone, intervistate telefonicamente. Tra tutti e quindici, l’operato del ministro della Cultura è giudicato “buono” dall’ 8,8% degli intervistati, percentuale in assoluto più alta e spinta soprattutto da due iniziative importanti come la capitale italiana della cultura e, in particolare, i lavori di restauro del sito di Pompei, sempre nell’occhio del ciclone. Tuttavia, l’opinione pubblica è spaccata a metà: il 36% lo giudica sufficiente mentre il 37,4% considera il suo lavoro insufficiente, il 17,8% si astiene dal rispondere.
LORENZIN AL SECONDO POSTO. Al secondo posto troviamo il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che nella stessa rilevazione a giugno era arrivata prima e il cui bilancio si può dire senz’altro più che positivo: il ricorso alla fecondazione eterologa, la chiusura degli ospedali psichiatrici e la nuova disciplina degli stupefacenti hanno fatto sì che il suo lavoro venisse giudicato buono dall’8,7%, sufficiente dal 44,3% e insufficiente dal 20,6%. A completare il podio istituzionale abbiamo Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, giudicato buono dal 6,9% degli interrogati, che hanno apprezzato il suo tentativo di abolire le province e le sue disposizioni sulle città e sulle fusioni dei comuni; per il 33% raggiunge la sufficienza, pesa il 36,4% che lo giudica insufficiente. Ottimo risultato per il ministro per le Riforme Costituzionali e per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, che convince il 6,7% dei partecipanti al sondaggio nonostante si sia spesa in prima persona per temi molto dibattuti presso l’opinione pubblica e il buono scuola e abbia difeso il governo anche su scelte a volte impopolari. Il suo consenso non sembra intaccato, visto che porta a casa la sufficienza per il 37,9% dei casi, anche grazie a disposizioni importanti come la riduzione del numero dei parlamentari. Insufficiente il suo operato secondo il 39,9% degli intervistati. Dietro di lei si piazza Paolo Gentiloni, ministro degli Affari Esteri, che, nonostante il profilo non altissimo tenuto fin qui, si difende con un giudizio tutto sommato positivo, non del tutto macchiato dalla vicenda marò: buono per il 6,5%, sufficiente per il 38%, insufficiente per il 37,6%. Appena dietro c’è Pier Carlo Padoan, ministro del Tesoro, sempre al centro del dibattito politico, per forza di cose, soprattutto per le iniziative di riduzione della pressione fiscale e per la disposizione di un sistema fiscale più equo e trasparente: l’economista romano è valutato buono dal 6,4% degli intervistati; come per tanti altri suoi colleghi, prevale però l’insufficienza (38,1%) sulla sufficienza (35,4%). Non si discosta da questo trend Andrea Orlando, ministro della Giustizia, il quale, a fronte di un 5,8% che lo valuta buono, deve accontentarsi di un 26,1% che le reputa sufficiente contro il 28,5% che lo vede insufficiente. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, raggiunge un risicato 5,3% di giudizi buoni, voto 6 in pagella per il 29,7% ma il 39,1% dice che finora l’imolese è stato insufficiente: probabilmente paga le iniziative per il rilancio dell’occupazione che, a quanto pare, non hanno ottenuto i risultati prefissati nell’immaginario collettivo. Secondo il sondaggio continua ad avere problemi a “bucare” lo schermo il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, nonostante il traino dell’Expo o forse proprio perché l’evento milanese spacca l’opinione pubblica. Il 39,1% giudica sufficiente il suo operato ma non gli dà un voto alto, il 22,1% insufficiente e tantissimi, invece, ben il 33,8%, non lo giudicano proprio.
GIANNINI BOCCIATA PER LA SUA RIFORMA. Diverso il discorso per Stefania Giannini (ministro dell’Istruzione) che raggranella un 5% di giudizi buoni e un 50,1% di insufficienza non dovuta però alla sua forza comunicativa, bensì a una legge, la “Buona scuola”, che è tra quelle che più hanno diviso inevitabilmente l’opinione pubblica. Marianna Madia, ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, scende al 4,7% per quel che riguarda il buono, la sufficienza è vista solo per il 20,5% mentre l’insufficienza prevale nettamente col 38% delle preferenze. Pesa il fatto che nei giorni della rilevazione non poteva ancora contare sul traino della legge sulla pubblica amministrazione. Facile immaginare una risalita per lei. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti non paga una ostilità degli elettori, solo il 31,3% giudica il suo operato insufficiente, ma una carenza di esposizione molto probabilmente voluta che fa sì che ben il 42,9% del campione non si pronunci sul suo operato. Questo discorso vale anche per Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente, buono solo per il 3,3%, sufficiente per il 24,6% e insufficiente per il 28,8%, ma addirittura il 43,3% non sa rispondere. Non è da meno Federica Guidi, ministro dello Sviluppo Economico, che scende a un 2,7% di buono, 27,4% sufficiente e 28% insufficiente, ma anche lei con la forte aggravante del 41,9% che non riesce a esprimere un giudizio. Chiude col 2,5% di giudizi buoni, il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, nel cui caso la vicenda degli immigrati, molto strumentalizzata dall’opinione pubblica, ha provocato un 67% degli intervistati che giudica come insufficiente il suo lavoro svolto. (Red – 6 ago)
