(17 agosto 2015) I ricercatori del Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale dell’Università degli Studi di Brescia hanno identificato una molecola in grado di inibire la crescita di diversi tipi di cancro quando somministrata per via orale in animali di laboratorio portatori di tumori umani. Lo studio, coordinato dal professor Marco Presta e condotto sotto l’egida dell’Associazione italiana per la ricerca contro il cancro (AIRC), è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Cancer Cell che ha dedicato a tale articolo la copertina del numero di agosto. “Lo studio – spiega il professor Presta – dimostra per la prima volta come la crescita e disseminazione metastatica di tumori umani FGF-dipendenti sia fortemente inibita quando tali tumori sono inoculati in animali di laboratorio geneticamente modificati in modo da produrre livelli elevati della proteina PTX3. Sulla base di tale osservazione è stato possibile identificare, mediante modelli informatici, una piccola molecola derivata dalla struttura di PTX3 capace di legare tutti i membri della famiglia degli FGF. Tale molecola, denominata NSC12, si è dimostrata in grado di inibire la crescita di cellule tumorali umane e la loro capacità di dare metastasi al polmone ed al fegato anche quando somministrata per via orale”. Lo sviluppo e la progressione di diverse tipologie di tumore umano, quali ad esempio il tumore alla prostata ed il tumore polmonare, possono dipendere ed essere regolati da una famiglia di fattori di crescita denominati FGF. In queste neoplasie la presenza di FGF stimola infatti la proliferazione delle cellule tumorali e favorisce lo sviluppo di vasi sanguigni, accelerando la crescita tumorale e la diffusione di metastasi.