20 agosto 2015 – È stato lanciato dalla base spaziale giapponese Tanegashima il modulo di trasporto Htv, che porterà sulla Stazione spaziale internazionale (Iss) l’osservatorio Calet, missione dell’Agenzia aerospaziale giapponese (Jaxa), con la partecipazione dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) e della Nasa. Oltre all’Università di Siena, capofila della partecipazione italiana, finanziata dall’Asi, fanno parte del team nazionale ricercatori delle Università di Pisa, Firenze, Padova, Tor Vergata e del Ifac-Cnr di Firenze. Calet (Calorimetric electron telescope) è il secondo osservatorio spaziale ad essere installato sulla Stazione spaziale internazionale dopo il lancio di Ams-02 nel 2011. “Si tratta di un sofisticato apparato sperimentale in grado di identificare particelle e fotoni di alta energia che provengono dal cosmo” spiega il professor Pier Simone Marrocchesi (Università di Siena e Infn-Pisa), responsabile scientifico della partecipazione italiana a Calet e co-principal investigator della collaborazione internazionale. “Da anni si sospetta che gli elettroni di alta energia che raggiungono la Terra siano accelerati da una o più sorgenti astrofisiche relativamente vicine, a distanza di qualche migliaio di anni luce. Calet potrebbe essere in grado di effettuare per la prima volta la loro identificazione, studiando lo spettro in energia degli elettroni al di sopra di 1 TeV”. (Red)