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Tra Angela Merkel
e Giusi Nicolini

it@withub.it by it@withub.it
7 Settembre 2015
in Archivio Il Punto, Il punto HP
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(7 settembre 2015) Sono bastate poche settimane per cambiare radicalmente la percezione che molti italiani avevano del fenomeno migratorio. Da   problema di politica interna –  imputabile a questo o quel governo, questo o quel ministro, se non addirittura alla cosiddetta cultura dell’accoglienza, che sarebbe poi la cultura dell’umanesimo cristiano – la migrazione di grandi masse di uomini dal sud al nord del mondo si è rivelata per quel che è davvero, una tempesta geopolitica globale che una fonte terza ma non disinteressata come il Pentagono prevede possa durare vent’anni.

Accanto a questa, ci sono state altre scoperte. Che la Germania, ad esempio, non è raffigurabile in uniforme della Wehrmacht con tanto di svastiche, come destra e sinistra amano dipingerla. Abbastanza grande da prendersi la colpa di tutto ciò che non va, ma ancora troppo piccola per porvi rimedio da sola, la Germania sta dimostrando – sul tema dell’immigrazione – cosa significa esercitare una leadership.

In apparenza, gli italiani sono spettatori.  Sono il pubblico che manifesta stupore per la nettezza della scelta di campo della Merkel, così politicamente rischiosa, il pubblico che applaude il civismo umanitario dei cittadini bavaresi e viennesi i quali a loro volta applaudono i migranti.

La verità è che – come sempre, nel bene e nel male –  siamo poco giusti con noi stessi. Di fonte all’emergenza immigrazione, l’Italia ha fatto in questi anni molto più di ciò che il diritto internazionale e le convenienze nazionali avrebbero richiesto. Le 100 mila persone salvate dai marinai della missione Mare Nostrum restano un pietra miliare nella storia della marina militare e delle relazioni tra i popoli. Dalle mense ai dormitori, dagli ambulatori ai centri di ascolto, i volontari di Caritas e parrocchie hanno garantito il welfare di base per centinaia di migliaia di persone.  Persino nei centri sociali antagonisti, dove una volta si nascondevano le molotov, ora si accumulano pacchi di pasta e medicinali per i nuovi arrivati. E da anni abbiamo anche noi una  straordinaria Frau Merkel,  che si chiama Giusi Nicolini e fa il sindaco di Lampedusa.  Tra tanti appalusi, uno riserviamolo a questa Italia.

 

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