Londra – Per i nostri smartphone abbiamo a disposizione store virtuali dove scaricare nuove app. Anche i batteri si comportano così e acquistano nuove funzioni, aggiungendo al materiale base ulteriore corredo genetico. E’ la scoperta fatta dai ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze e pubblicata sull’ultimo numero della rivista scientifica PLOS Computational Biology. (9colonne)