(16 settembre 2015) L’industria elettrotecnica ed elettronica italiana torna lentamente e timidamente a crescere. A fine 2014 il comparto ha evidenziato una crescita del volume d’affari su base annua di circa l’1%, con andamenti differenziati fra i comparti. In linea con le tendenze espresse negli ultimi anni, il dato positivo è legato all’incidenza del canale estero grazie alle strategie di diversificazione geografica portate avanti dagli operatori che si sono spinti verso i principali mercati di sbocco delle tecnologie italiane: dei 55 miliardi di euro registrati a fine 2014, infatti, ben 30 miliardi sono stati originati dalla vendita dei prodotti dell’eccellenza delle tecnologie made in Italy sui mercati esteri, con un’incidenza sul giro d’affari pari al 55%. È proprio l’export a registrare un deciso +2,5%, salvando una situazione ancora implacabilmente segnata dalla stagnazione della domanda interna. L’andamento del settore è stato illustrato da Claudio Andrea Gemme, presidente di Anie Confindustria (che conta oltre 1.200 aziende associate e circa 410.000 occupati), nel corso dell’assemblea annuale dei soci, tenutasi a Milano, che lo ha riconfermato alla guida della Federazione industriale per i prossimi dodici mesi. I dati positivi trovano conferma nei primi mesi del 2015. Per il settore Elettrotecnico ed Elettronico i dati Istat del primo trimestre del 2015 ci restituiscono un incremento del +1,8% del fatturato totale rispetto al corrispondente periodo del 2014. Anche per il 2015, Anie stima una crescita del fatturato aggregato pari all’1%. L’analisi dei dati evidenzia che l’internazionalizzazione e gli investimenti in Ricerca & Sviluppo sono stati i driver che hanno consentito alle aziende Anie di sopravvivere al clima recessivo. Per quanto riguarda l’export, colpisce il fatto che non siano solo le aziende di maggiori dimensioni ad eccellere nei mercati internazionali: oltre la metà del valore delle esportazioni totali dell’industria elettrotecnica ed elettronica italiana è stato originato infatti dalle piccole e medie imprese, a fronte di un 40% del medesimo indicatore di dieci anni fa. In alcuni comparti l’export è arrivato ad incidere sul totale del giro d’affari per addirittura 70 punti percentuali, fino al 90,4% dei Cavi e al 91,8% dei Componenti elettronici. (Red)