Più che respingere gli stranieri, dovremmo convincere i migliori a venire in Italia. Al Cnr francese è straniero oltre il 20% dei ricercatori. L’Austria ha già da molti anni un programma di finanziamenti esclusivamente rivolto a ricercatori stranieri che abbiano progetti innovativi in qualsiasi disciplina. Il modello più prestigioso e antico è però quello proposto dalla Germania con la Fondazione Alexander von Humboldt, che seleziona ogni anno centinaia di studiosi stranieri sulla base di una procedura rigorosa che tiene conto del potenziale, dei risultati già ottenuti, dell’innovatività dei progetti di ricerca. La Fondazione, che ha ormai più di 50 anni, è stata capace di finanziare nelle prime fasi del loro cammino futuri premi Nobel e ricercatori di mezzo mondo, ma soprattutto ha stabilito in questo modo una rete capillare di scienziati e studiosi che rimangono in costante contatto con la Germania e con il suo sistema di ricerca.
Anche l’Unione Europea incoraggia con diversi stanziamenti la circolazione di giovani ricercatori.
Gianluca Briguglia, professore all’Università di Strasburgo, porta questi esempi a sostegno della proposta di avviare anche in Italia un programma specifico di attrazione di ricercatori stranieri giovani. Si tratterebbe – scrive Briguglia sul quotidiano il post.it – di investimenti tutto sommato molto contenuti, che però contribuirebbero ad aprire i nostri dipartimenti a relazioni più ampie, metterebbero alla prova sistemi di valutazione più efficaci, darebbero ulteriore linfa all’innovazione. Potrebbero farsene carico il governo ma anche le grandi municipalità, come ha fatto Parigi. Va ricordato che, secondo l’ Ocse, l’Italia è l’unico paese europeo con valore negativo del tasso di scambio di individui con un elevato grado di istruzione. Vale a dire che nonostante siamo uno dei paesi sviluppati con meno giovani e meno laureati, siamo anche tra quelli che più cedono, come saldo netto, queste risorse preziose all’estero. Mentre non siamo capaci di attrarre un solo studente, neppure tra quelli che arrivano sui barconi.
(17 settembre 2015)