• Home
  • Pagina di esempio
9Colonne
No Result
View All Result
No Result
View All Result
9Colonne
No Result
View All Result
Home Sito interno Archivio BigItaly focus

Tumori, anche un ricercatore
toscano nel “Progetto Halifax”

it@withub.it by it@withub.it
18 Settembre 2015
in Archivio BigItaly focus, News BigItaly focus HP
0
0
SHARES
0
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

(18 settembre 2015) Anche un ricercatore dell’Università degli Studi di Firenze nel “Progetto Halifax” (dal nome della città canadese dove ha preso il via): una iniziativa scientifica promossa da un’organizzazione non governativa e no-profit che ha come scopo quello di favorire una ricerca integrata e multidisciplinare sui tumori al fine di migliorare le terapie contro queste patologie. Si tratta di Amedeo Amedei, del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’ateneo toscano. Amedei collabora dunque all’iniziativa nata in Canada dall’ONG internazionale “Getting to Know Cancer” che raggruppa scienziati da tutto il mondo, per approfondire la genesi e le terapie di una patologia complessa come quella tumorale, con una particolare attenzione alle influenze ambientali nello sviluppo della malattia. I primi risultati – come si legge sul sito dell’ateneo di Firenze – sono stati pubblicati su un numero speciale di Carcinogenesis (“Assessing the Carcinogenic Potential of Low-Dose Exposures to Chemical Mixtures in the Environment: The Challenge Ahead”) e sono in via di pubblicazione su Seminar in Cancer Biology. “Oggi l’approccio scientifico nei confronti del tumore – spiega Amedei – ha superato la logica del singolo bersaglio da colpire, in quanto possibile causa dell’insorgere della malattia. Si parla invece di molteplici aspetti caratterizzanti la formazione del tumore, come ad esempio l’instabilità genetica, l’infiammazione, l’invasione del tessuto circostante, l’evasione del sistema immunitario, fino alle metastasi”. “La ricognizione – continua Amedei – fa emergere la necessità di una nuova prospettiva di ricerca negli studi sul cancro, che è anche la sfida futura del Progetto Halifax: andare oltre l’analisi degli effetti delle singole sostanze chimiche e verificare come la possibile esposizione a miscele complesse di sostanze possa svolgere un ruolo attivo nella genesi della malattia”. (red)

Related Posts

  • Un network
    italiano nel segno
    dell’Unesco

    (3 ott) L’Italia è la nazione che detiene il maggior numero di siti inclusi nella…

  • Da Pisa all’Africa
    nel segno
    della Bioingegneria

      (24 nov) Dall’Italia all’Africa nel segno della Bioingegneria: per il secondo anno consecutivo, infatti,…

  • Food packaging,
    premiato ricercatore
    dell’Unimore

    (13 gen) Si chiama Riccardo De Leo e a tutti gli effetti è un’eccellenza italiana…

Previous Post

Cinema e diritti umani, in Albania
“Eddy” di Simone Borrelli

Next Post

Two Italian law firms nominated for the FT Innovative Lawyers Awards

Next Post

GIBUTI, MILITARI ITALIANI DONANO STRUMENTI SANITARI

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli recenti

  • OLIMPIADI: PODCAST RAIPLAY, DIECI ATLETI SI RACCONTANO
  • OBESITÀ, SCHILLACI: LEGGE PASSO IN AVANTI PER LA TUTELA DELLA SALUTE
  • POLIZIA, LEONE XIV RICEVE NUMERO SPECIALE POLIZIA MODERNA “PACE E SICUREZZA”
  • BANDECCHI, AVS, PD, M5S, PSI E RC: ORA BASTA, SINDACO SI DIMETTA
  • CNR, STUDIO RICONDUCE IL DIPINTO DI TURNER AL PONTE DEL DIAVOLO DI BLERA (VT) (3)

Commenti recenti

Nessun commento da mostrare.
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.

No Result
View All Result
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.