(23 settembre 2015) Un nuovo successo per l’ospedale di Grosseto, ancora una volta protagonista nel panorama della ricerca medica internazionale. Uno studio che ha coinvolto oltre 8 mila pazienti (in 78 ospedali in Italia, Olanda, Svizzera, Belgio, Spagna e Svezia) ha, infatti, nell’Emodinamica di Grosseto il centro europeo di coordinamento per il sottostudio associato alla ricerca, denominato “MATRIX-OCT”. I risultati sono stati pubblicati dalle due maggiori riviste mondiali di medicina, “New England Journal of Medicine” e “Lancet”, e a fine agosto sono stati presentati a Londra, al Congresso europeo di Cardiologia, il più grande al mondo con oltre 30 mila professionisti iscritti ogni anno. Matrix (acronimo per Minimizing Adverse Hemorrhagic Events by Transradial Access Site and Systemic Implementation of AngioX Program), ha studiato pazienti sottoposti ad angioplastica coronarica, mettendo a confronto due diversi metodi – l’accesso dall’arteria radiale contro quello dall’arteria femorale – e l’uso di due farmaci anticoagulanti durante angioplastica, la bivalirudina contro l’eparina. Lo studio – come si legge in una nota dell’Azienda USL 9 di Grosseto – ha dimostrato la netta superiorità dell’accesso radiale, usato da anni dall’Emodinamica del Misericordia, e la parziale superiorità dell’uso della bivalirudina (minori emorragie e minore mortalità ma in associazione ad un aumento delle occlusioni acute di stent) che era già stato oggetto di una ricerca condotta a Grosseto su circa 200 pazienti e pubblicata a ottobre 2009, sulla rivista “ The American Journal of Cardiology”. Un vero trionfo per l’ospedale di Grosseto, per il ruolo che ha avuto nello studio – il direttore dell’Emodinamica, Ugo Limbruno, è anche coautore degli articoli pubblicati – e che avrà nel prosieguo, come centro di coordinamento europeo del sottostudio MATRIX-OCT, di cui l’emodinamista del Misericordia, Andrea Picchi, è “principal investigator”. (red)