(23 settembre 2015) Il trattamento ostile che i popolari e i moderati italiani riservano alla Merkel, loro alleata e coinquilina nei gruppi parlamentari europei, non stupisce nessuno, visto che gli interessi nazionali hanno da tempo preso il sopravvento sulle affinità politiche e ideologiche.
Ma nel caso della polemica che Renzi ha aperto con il nuovo leader laburista Jeremy Corbyn, gli interessi nazionali non c’entrano, anzi potrebbe uscirne danneggiati.
Questo scrivono i giornali britannici commentando le parole pronunciate l’altro ieri dal presidente del consiglio durante una riunione di partito. Per Renzi, eleggendo Corbyn, i militanti del Labour sono “gli unici rimasti a cui piace perdere”, sono quelli che vanno “alle Olimpiadi non per vincere ma per partecipare”. Secondo Renzi il primo ministro conservatore David Cameron è “il più felice di tutti” della scelta della sinistra britannica.
Il Financial Times definisce “insoliti” i commenti di Renzi, dal momento che – citiamo – “i capi di Governo sono spesso prudenti nell’ attaccare i leader dell’ opposizione stranieri con i quali potrebbero in futuro avere a che fare”. A maggior ragione, aggiunge il giornale finanziario, dal momento che “il Pd e il Labour sono dello stesso colore politico e sono alleati nel Pse”.
Obiezioni analoghe vengono dal Guardian, che ricorda anche il trattamento riservato a Ed Miliband, di cui il blairiano Renzi parlò a Otto e Mezzo. “Non penso – disse il premier – che gente che vuole uscire dalla Nato voglia vincere le elezioni”. Ma non siete tutti e due di centrosinistra? chiede il Guardian a Renzi. Ma forse anche centrosinistra è ormai una categoria del secolo scorso.