Lussemburgo, 24 set – Il Tribunale dell’Unione europea ha annullato i bandi di concorso dell’Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) che esigevano che i candidati avessero una conoscenza approfondita di una prima lingua nell’ambito delle lingue ufficiali dell’Unione europea (che all’epoca erano 23), nonché una conoscenza soddisfacente di una seconda lingua, da scegliersi, a cura di ciascun candidato, tra le lingue francese, inglese o tedesca. La pronuncia nasce da un ricorso di Italia e Spagna, secondo cui i bandi sono discriminatori. In particolare per quanto riguarda la limitazione delle lingue che possono essere utilizzate nelle comunicazioni tra i candidati e l’EPSO, l’Italia ha sostenuto che i cittadini europei hanno il diritto di rivolgersi alle istituzioni dell’Unione utilizzando una qualunque delle 23 lingue ufficiali di quest’ultima e che essi hanno il diritto di ricevere le risposte delle istituzioni nella medesima lingua. Il Tribunale ha sentenziato che il candidato ha il diritto di scegliere la lingua di redazione dell’atto di candidatura tra tutte le lingue ufficiali e che le comunicazioni inviate dall’EPSO devono essere redatte nella lingua scelta dal candidato. Quanto all’obbligo per i candidati di scegliere il francese, l’inglese o il tedesco come seconda lingua per i concorsi, il Tribunale ricorda nuovamente la giurisprudenza della Corte secondo cui una limitazione della scelta ad un numero ristretto di lingue costituisce una discriminazione.
(red)