Roma, 28 set – “Bene l’export ma ora servono le riforme”. Lo afferma Vittorio Borelli, presidente di Confindustria Ceramica, in una intervista a Repubblica, nella quale si sottolinea che la quota export è superiore all’82% dei ricavi totali ed il fatturato estero è superiore ai 4,1 miliardi di euro con le vendite oltreconfine che hanno registrato un incremento in quantità di circa il 3,6%. “Eppure non basta. Troppa burocrazia e troppe tasse frenano la ripresa” aggiunge il numero uno di Confinfustria Ceramica, “non siamo ancora ai numeri pre-crisi, quando producevamo 600 milioni di metri quadrati di piastrelle e fatturavamo 6 miliardi di euro l’anno. Certo, se confermiamo questo andamento per i prossimi due anni potremo dire di essere ad un buon punto. Per un settore come il nostro, che esporta più dell’80 per cento della produzione, è cruciale mantenere questi successi oltreconfine. Il problema lo abbiamo, semmai, in casa. Purtroppo la crisi del mattone e l’eccessiva tassazione sulla prima casa hanno indebolito il mercato interno. Per questi motivi abbiamo perso 90 milioni di metri quadrati di prodotto, la metà dell’intera domanda nazionale, l’equivalente di 800 milioni di euro di mancati ricavi ai prezzi attuali. L’edilizia è ferma, il mercato delle compra-vendite al palo, e l’eccesso di fiscalità ha bloccato il settore dell’indotto”.
(red)