Roma, 5 ott – Dalla Pianura Padana ai ghiacci dell’Antartide: è questo il viaggio di oltre 15mila chilometri che trent’anni fa fece il primo laser al mondo utilizzato nella spedizione per costruire una carta dettagliata della contaminazione ambientale di una vasta area del continente bianco, permettendo di misurare lo strato d’ozono sopra quell’area ed evidenziare per la prima volta la diminuzione del piombo nei ghiacci, causato dall’introduzione di benzine verdi. Lo stesso laser che oggi, trent’anni dopo quel momento storico, sarà esposto fino al 2 novembre al Vittoriano di Roma, all’interno della mostra “Missione Antartide. 30 anni di ricerca italiana nel continente estremo”. Una spedizione pionieristica istituita per conoscere ed esplorare una distesa di ghiaccio di oltre 14 milioni di chilometri quadrati, che hanno visto protagonista, per la prima volta al mondo, il laser Lidar (Light Detection and Ranging), creato nel 1986 da uno staff di studiosi, e sviluppatori, capitanati dall’ing. Antonio Raspa di Quanta System.