Roma, 6 ott – Da migrante “bisognoso” a migrante “desiderante”: è la chiave di lettura proposta del fenomeno della migrazione italiana proposta dalla Fondazione Migrantes nel Rapporto Italiani nel Mondo 2015. “La sfida alla quale siamo chiamati è culturale – si legge nel rapporto -, quella cioè di un Paese da troppo tempo fermo su se stesso, che non si evolve e non costruisce nuove teorie sociologiche di riferimento. Dalla cultura all’educazione il passo è breve. Se la ‘cultura alla differenza’ è inesistente o inadatta è chiaro che la conseguente ‘educazione alla differenza’ non segue i tempi che viviamo e si crea la forbice, più o meno larga a seconda dei diversi territori, di chi conosce ed è sensibile alla diversità e di chi invece non solo non sa, ma la sua non conoscenza alimenta paure e disagi. Questo è quanto stiamo vivendo in Italia, una nazione che ha scarsamente considerato la mobilità come qualcosa di positivo e produttivo ancorata tutt’oggi all’idea ancestrale dell’emigrazione dei più poveri, di chi aveva fame e usciva dalla guerra, dei volti emaciati con in tasca pane e cipolla e un fagotto o al più una valigia di cartone. L’emigrazione tutta, italiana in particolare, è oggi altro; essa si è evoluta portando alla cultura del diverso in quanto altro da noi e quindi potenziale arricchimento per la nostra identità e la nostra personalità”. (Red)