Roma, 7 ott – I corsi destinati originariamente all’insegnamento dell’italiano agli emigrati e alle loro famiglie, finanziati dal Maeci, “nel tempo hanno cambiato i loro focus perché ora si rivolgono anche a stranieri che vogliono imparare l’italiano: più dell’80% dei corsi che finanziamo è inserito negli ordinamenti scolastici dei paesi stranieri, e quindi funziona molto più da appoggio alla promozione della lingua italiana”. Lo ha detto Cristina Ravaglia, direttore generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie del ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, nel corso dell’indagine conoscitiva sullo stato di diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo. La Ravaglia fa notare che i luoghi in cui la richiesta di corsi di lingua italiana sono però sempre gli stessi dell’emigrazione italiana: un segno che “le nostre collettività all’estero sono uno strumento fondamentale di aiuto di diffusione della lingua, ma non tanto quelle delle prime generazioni: è la terza generazione che spesso riscopre l’italiano ed è lì che si devono mettere le forze in campo”.