Belluno, 19 ott – Compiuto il primo step del progetto di raccolta fotografica dell’emigrazione bellunese e veneta targato “Belluno senza frontiere”. Avviatosi a gennaio grazie al contributo ottenuto dalla Regione Veneto, il lavoro, che ha visto la collaborazione dell’Associazione Bellunesi nel Mondo come partner del progetto, ha dato la possibilità di collezionare e archiviare circa 1400 elementi, tra fotografie (oltre 1200) che ritraggono lo spostamento di veneti e bellunesi nelle più diverse aree del mondo, dall’Alaska al Brasile, dal Taiwan alla Libia, documenti (80), come passaporti, permessi di lavoro, certificati sanitari, buste paga, e lettere (154) scritte da emigranti ai parenti rimasti in patria. Lo fa sapere con una nota l’Associazione Bellunesi nel mondo. Un’interessante fonte, quest’ultima, per ricostruire tramite la corrispondenza privata e “intima” alcuni aspetti della nostra storia migratoria. Questo primo traguardo raggiunto, che rappresenta comunque solamente un nuovo punto di partenza per gli ulteriori sviluppi a cui BSF e ABM vogliono puntare riguardo all’archivio fotostorico dell’emigrazione veneta e bellunese, sarà celebrato con la mostra “Emigrazione ti vedo, ti sento, ti tocco” proposta presso le sale del MiM Belluno, in via Cavour 3, dal 21 al 30 ottobre (orari apertura 9-12 e 15-18). (red)