Firenze, 20 ott – “Per rispondere adeguatamente alla richiesta di apprendimento
dell’italiano è necessario puntare sulla formazione dei docenti che insegnano sia in
Italia che all’estero, facendoli uscire da una solitudine professionale condividendo
modelli strutturati di insegnamento e creando opportunità di scambio di materiali e
approcci”. Lo ha affermato Gabriele Toccafondi, sottosegretario del ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, intervenendo a Firenze al convegno
“Riparliamone: la lingua ha valore”, promosso dal ministero degli Affari esteri e della
Cooperazione internazionale, su impulso del sottosegretario agli Esteri Mario Giro, in
collaborazione con il Comune di Firenze. “Ora abbiamo tutti gli strumenti per sostenere i
docenti vecchi e nuovi: internet, social network, il portale della lingua italiana,
l’associazione CLIQ, possono rispondere nell’immediato ai bisogni di formazione e
informazione” ha continuato Toccafondi sottolineando, però, il bisogno di “una regia per
far sì che tutti gli approcci e le idee vengano armonizzati per offrire un prodotto unico
e non frammentato”. Il Miur, ha ricordato il sottosegretario, “ha lavorato alla
definizione dei requisiti imprescindibili per poter accedere alla nuova classe di concorso
A/23 da parte di docenti che vogliano insegnare l’Italiano come Lingua Seconda perché
essere italofoni non basta per insegnarlo, bisogna avere una preparazione ad hoc”. La
costituzione di una classe di concorso dedicata a questo insegnamento “si rivela
fondamentale non solo per la diffusione della lingua italiana all’estero ma anche per
l’apprendimento della lingua da parte di studenti stranieri residenti nel nostro Paese” ha
concluso Toccafondi. (Red)