(20 ottobre 2015) Mietono vittime quando i conflitti si sono conclusi e rimangono a lungo una minaccia per la popolazione civile. La ricerca fiorentina (sempre più internazionale) scende questa volta in campo in campo contro le mine antiuomo. Per individuare in sicurezza le mine antiuomo la Nato ha scelto, infatti, la partnership del gruppo di ricerca dell’Università di Firenze specializzato nello sviluppo di robot dotati di radar olografici e sensori per il rilievo del terreno. Il gruppo è coordinato da Lorenzo Capineri che guiderà il progetto internazionale “Holographic and Impulse Subsurface Radar for Landmine and IED Detection”, nell’ambito del programma “Science for Peace and Security”. “Il nostro gruppo di ricerca lavora da oltre 15 anni a tecnologie elettroniche applicate allo sminamento umanitario – spiega Capineri, associato di Elettronica e responsabile scientifico del progetto -l’obiettivo del progetto è realizzare radar olografici sempre più avanzati in grado di ottenere immagini ad alta risoluzione di oggetti sotterrati, rilevandone in modo veloce e accurato dimensioni e forma”. I radar saranno montati su robot che, oltre a eliminare i rischi all’incolumità degli operatori addetti allo sminamento, riescono a lavorare in condizioni ambientali complesse e con maggiore produttività. (red)