Roma, 28 ott – “Lei non può equiparare i lavoratori italiani all’estero, che hanno magari venduto un immobile (la casa che hanno comprato con grande sudore, come diceva il collega Micheloni) per tornare in Italia con del capitale, con quelli che sono andati in Svizzera facendobusiness immobiliare”. Lo ha detto il senatore Crosio (LN-Aut) rivolgendosi oggi in Aula al Sottosegretario Zanetti, nel corso del suo intervento a sostegno della richiesta avanzata dal senatore Claudio Micheloni del Pd, di votare gli emendamenti da lui presentati. “Il business immobiliare è legittimo – dice Crosio -; ci mancherebbe, ma non vogliamo equiparare i lavoratori transfrontalieri, i lavoratori italiani all’estero con il permesso C con chi ha portato dei capitali di non ben chiara provenienza dall’Italia alla Svizzera, che dovrebbero essere tassati al 18 per cento. Questo ci sta benissimo e ci assumiamo la responsabilità di affermare che, giustamente, chi ha fatto legittimo business immobiliare a Lugano, a Ginevra, a Zurigo, a Basilea, se dovesse pagare anche il 18 per cento non è un problema. Ben differente sono però i nostri concittadini che sono partiti dalla Sicilia, dalla Calabria e dalla Campania e hanno fatto quarant’anni di lavoro in Svizzera e adesso li massacriamo”. (Sab)