La legge di stabilità per il 2016 contiene interventi “che si pongono in uno spirito di continuità rispetto alla normativa precedente (ad esempio detrazioni per le ristrutturazioni, part-time pensionistico, decontribuzioni ecc.) ma vi sono segnali importanti di novità, come ad esempio l’impegno mirato a contrastare la povertà minorile”. E’ la valutazione sulla manovra del governo Renzi, secondo il presidente dell’Istat Giorgio Alleva, che nella sua audizione al Senato per la sessione di bilancio spiega che comunque “la natura espansiva della manovra rimane legata in gran parte alla possibilità di sfruttare i margini di flessibilità previsti dagli accordi europei per rendere più graduale il miglioramento dei saldi di bilancio”. Secondo le simulazioni effettuate dall’Istat, “la crescita dell’economia in termini reali beneficerebbe della manovra in misura lieve nel 2016 (un decimo di punto di Pil) e più rilevante nel 2017 (3 decimi di punto del Pil).
LA MANOVRA – “La manovra – ricorda Alleva – nell’ipotesi di riconoscimento della ‘clausola migranti’ a favore di un anticipo della riduzione dell’Ires, è composta da una riduzione netta di uscite rispetto allo scenario tendenziale pari a 3 miliardi nel 2016 e a 4 miliardi nel 2017 e da una riduzione netta di entrate pari rispettivamente a circa 21 e 23 miliardi, inclusa l’abrogazione delle clausole di salvaguardia, tradotte, in questo esercizio, in un aumento delle imposte indirette. Si ipotizza inoltre che i tagli di spesa relativi agli acquisti di beni e servizi si traducano prevalentemente in una riduzione delle quantità acquistate e marginalmente in una riduzione dei prezzi”. Secondo Alleva poi “un aumento delle risorse a disposizione è legato a una più incisiva azione di monitoraggio della spesa per beni e servizi della PA, che ne aumenti la qualità e favorisca l’innovazione nel settore pubblico, e ad un più efficace contrasto dell’evasione fiscale”. (Sis – 3 nov)